HOME PAGE

Pubblicato il 15 dicembre 2003

VAI GIÙ

 Cenni storici

Una lacerazione che era già da tempo una realtà all'inizio dell'età moderna e che viene sancita in maniera emblematica a metà del XIXº secolo, quando, col trattato di Firenze 1844, che chiude definitivamente il periodo napoleonico e la restaurazione ad esso seguita, si parla di ben tre Lunigiane.    

Una Lunigiana parmense assegnata al ducato di Parma, con Pontremoli e Bagnone; una Lunigiana modenese assegnata al ducato di Modena, con Fivizzano, Aulla, Licciana, Massa e Carrara; una Lunigiana sarda, assegnata al Regno di Sardegna, con Sarzana, La Spezia e la Val di Vara.Una divisione che ci dice tuttavia molto sui veri confini storici della Lunigiana, vale a dire i confini dell'antica diocesi di Luni e del comitato come realtà politica e amministrativa: una divisione che ci presenta in maniera ben percepibile la Lunigiana storica, nei suoi confini ben definiti, ma sempre solo calpestati.
Non era infatti finita. Nel 1859, con l'unità d'Italia sancita con scarso rispetto delle caratteristiche e degli ambiti regionali, il dittatore di Modena Farini spaccava in due il territorio della Lunigiana storica, creando la provincia di Massa e Carrara con la val di Magra e la Garfagnana, mentre La Spezia e la Val di Vara venivano assegnate alla provincia di Genova.

Quando però nel 1923 nascerà la provincia di La Spezia la delusione per i lunigianesi sarà nuovamente cocente: la provincia non comprenderà la Val di Magra. Nè le cose muteranno l'anno successivo con il nuovo assetto delle regioni Toscana e Liguria. Quella strana provincia della quale facciamo parte e che porta i nomi di due città molto diverse tra di loro, Massa e Carrara, ma che ancor oggi sono confuse dalla maggior parte degli italiani, che credono trattarsi di un'unica città, quella strana provincia, perdeva la Garfagnana, diventava leggermente più omogenea, ma la Lunigiana storica era definitivamente divisa tra due provincie e tra due regioni.

Non ci sentiamo toscani e i toscani ci reputano tali solo in periodo elettorale, non siamo liguri e non emiliani.
        Siamo e dobbiamo sentirci lunigianesi, con tutto l'orgoglio delle nostre radici culturali.
Questi cenni storici sono stati raccolti e condivisi da Rugggio, dal sito:
www.lunigianastorica.it/storialunigiana.asp

  Histoire générale de la Lunigiana ancienne

Historiquement, la Lunigiana est la partie de l'Italie constituée de la province de Massa et Carrare en Toscane (Lunigiana toscane) et de la presque totalité de la province de La Spezia en Ligurie (Lunigiana ligure). Il faudrait rajouter deux petites partie des provinces de Lucques et de Parme.

La Lunigiana doit son nom à la colonie romaine fondée en 177 A. J.-C. près de l'embouchure du fleuve Magra, sur la cote. Le site archéologique (visitable) se trouve dans la campagne de Ortonovo, le dernier de la Ligurie (après on entre en province de Massa-Carrara, en Toscane).

luni gli scavi.jpg (83601 octets)

Du port de la colonie romaine partait le marbre 'lunense' pour Rome (maintenant il est appelé: marbre de Carrare). Avec le christianisme, Luna devient le siège du Diocèse (sous les byzantins, les lombards et ensuite sous Charlemagne). Elle sera définitivemente abbandonnée en 1204 (date officielle), surtout à cause de sa position dans une plaine marécageuse (la mer s'était désormais éloignée, laissant la place aux marais).

C'est Sarzana, qui hérite de Luna, le rôle de centre de la vie politique, administrative et religeuse du lieu.
Cette terre de Lunigiana, a subi, à la fois, l'influence de la Ligurie, celle de l'Émilie et celle de la Toscane. Trois traditions entremêlées! Cela se retrouve dans le dialecte, dans la gastronomie, dans l'architecture, etc .

Merci à - http://perso.wanadoo.fr/jean.pellegriformentini/index.html

STEMMI  DEI  COMUNI  DELLA 

 REGIONE  LUNIGIANA MODERNA

nella regione Toscana

 

Comuni dell'Alta Lunigiana

 

Pontremoli

Capoluogo

Aulla

Bagnone

Casola

Comano

Fivizzano

Filattiera

Licciana Nardi

Mulazzo

 

Podenzana

Tresana

Villafranca

Zeri

 

Comuni della Bassa  Lunigiana 

 

 

 

 

 

     

Carrara

Capoluogo di Provincia

Fosdinovo

Montignoso

Massa

Capoluogo di provincia

La provincia di Massa e Carrara é costituita da 17 Comuni di cui 13 in Alta Lunigiana e 4 in Bassa Lunigiana 

Provincia

La Spezia

 

STEMMI  DEI  COMUNI

 REGIONE LUNIGIANA ANTICA

in  territorio  Ligure

Regione

Liguria

Comuni del Golfo

Città di

La Spezia

Capoluogo di provincia

Lerici

Portovenere

Parco naturale

Comuni della Riviera di Levante

   

   

 Bonassola Deiva Marina Framura 

Levanto

Comuni della Val di Magra

Ameglia

Arcola

Castelnuovo

Magra

Ortonovo

Parco 

naturale Val di Magra

S. Stefano Magra

Sarzana

Comuni dell'Alta Val di Vara

 

 

Carro

Carrodano

Maissana

Rocchetta

di Vara

Sesta Godano

Varese Ligure

Zignago

Vezzano Ligure 

Comuni della media Val di Vara


    

 

Beverino

Borghetto

Vara

Calice al Cornoviglio

Brugnato

Bolano

Pignone

Riccò del 

Golfo

Follo

    

Comuni delle cinque terre

Riomaggiore

Vernazza

Monterosso

al mare

I  COMUNI  DELLA  LUNIGIANA  LIGURE

1 - COMUNI DEL GOLFO:

La Spezia - Lerici - Portovenere

2 - COMUNI DELLA RIVIERA:

Bonassola - Deiva Marina - Framura - Levanto

3 - COMUNI DELLA VAL DI MAGRA:

Ameglia - Arcola - Castelnuovo Magra - Ortonovo - 

S. Stefano Magra - Sarzana

4 - COMUNI DELLA ALTA VAL DI VARA:

Carro - Carrodano - Maissana - Rocchetta Vara - 

Sesta Godano - Varese Ligure - Zignago

5 - COMUNI DELLA MEDIA VAL DI VARA:

Beverino - Bolano - Borghetto Vara - Brugnato -  

Calice di Cornoviglio - Follo -  Pignone - Riccò del Golfo - Vezzano Ligure  

6 - COMUNI DELLE CINQUE TERRE:

 Monterosso al mare -  Riomaggiore - Vernazza

Totale 32 comuni

Comune Parma

Provincia Parma

 

STEMMI  DEI  COMUNI

REGIONE  LUNIGIANA  ANTICA

in  territorio  emiliano

 

LE  ORIGINI

ALBARETO

Sotto l'aspetto politico-religioso il territorio del comune di Albareto faceva parte dell'antica Diocesi di Luni e in seguito all'insabbiamento di questa Città, a Sarzana.  Alla dominazione romana seguì quella dei Goti (V° secolo), quindi quella bizantina (VI° secolo) a nord del Gotra e di Longobardi a sud. Albareto fu propietà dei Malaspina.

BORGO VAL DI TARO

Situato nell'Alta Valle del Taro a m 411 di altitudine,  Borgotaro è il centro più importante dell'Appennino Parmense. Territorio sul confine toscano,  nel cui possesso si alternarono e susseguirono Impero, Monastero di Bobbio in Diocesi di Luni, Comune di Piacenza, Landi, Santa Sede, Malaspina, Visconti, Fieschi, Sforza, Doria, Farnese, Austria, Borbone, Impero Francese.

Tra le tante vie "romee" o "francigene" che portavano a Roma i pellegrini provenienti da ogni parte d'Europa, ve n'era una di grande rilievo che tagliava trasversalmente le alte valli del Taro e del Ceno. I pellegrini, ma anche i mercanti e viandanti, che intendevano percorrere questa strada, giunti a Fiorenzuola d'Arda abbandonavano la via Emilia per puntare su Castell'Arquato e quindi attraverso Lugagnano, Velleia, Morfasso, Bardi, Gravago, giungevano a Borgotaro, l'antica "curtis Turris" appartenente al monastero di Bobbio. Da qui, attraverso i passi del Bratello e del Borgallo si arrivava a Pontremoli dove la strada si ricongiungeva con la via di Monte Bardone.

TORNOLO

Il comune di Tornolo, borgo montano dell'alta Val Taro situato alle pendici del Monte Zuccone. Scarse sono le testimonianze storiche relative a questo territorio; seguì le sorti di Sesta Godano in Liguria. Si succedettero le dominazioni dei Malaspina, dei Fieschi e dei Landi. Nel 1682 subentrarono i Farnesi.

 

Totale 3 comuni

Comuni dell'alta Val di Taro

stemmaborgotaro.gif (16205 octets)

Albareto

BorgoVal di Taro

Tornolo

MARTORIATA  LUNIGIANA

La Lunigiana venne smembrata in epoca feudale, comunale,  delle signorie e successivo periodo della costituzione degli stati moderni. Questo secolare processo di disgregazione fu dovuto a un concorso di cause varie. Esso si attuò nei modi più insospettati, da cui derivarono incoerenti complicazioni amministrative e territoriali.

Opera non lieve di smembramento fu compiuta dai Malaspina, che, sebbbene avessero nell'Alta Val di Magra il feudo più vasto, non riuscirono a formare un'unità politica.

Ma anche i tentativi espansionistici dei comuni vicini: Piacenza, Parma, Genova, Lucca, Pisa, nonchè di varie signorie, alcune delle quali con sede in quegli stessi territori, contribuirono a tenere smembrata e debole la Lunigiana. 

S'aggiunga, per accrescere questa penosa situazione, che la Lunigiana fu, in epoca più moderna, oggetto e teatro di lotta fra Genova, Firenze e Milano. 

L'espansione di Genova aveva il carattere vero e proprio di una integrazione territoriale, spinta verso i suoi confini regionali, si stabilì nella val di Vara, lungo la riviera, nel golfo della Spezia, a Sarzana, cercando di raggiungere Pontremoli ed alcune località dell'Alta Val di Magra.

Milano, conquistato il Pontremolese che divenne suddito, sia pure saltuariamente, per circa due secoli e mezzo, al suo dominio.

La infiltrazione di Firenze, per la tattica adoprata, cioè mediante possessi indipendenti uno dall'altro, lontani dal governo centrale e considerati quasi autonomi.

Questi fatti finirono per rendere stazionarie le condizioni di frazionamento della Lunigiana, e tali esse si mantennero fino alla rivoluzione francese.

Con la creazione di dipartimenti e circondari, Napoleone, unendola alla Liguria riportava la Lunigiana nel complesso regionale del nord dell'Italia, come esigeva la situazione geografica.

Dopo il congresso di Vienna (1815), la regione subì altre non facili mutazioni. 

- L'alta val di Magra, ovvero il circondario di Pontremoli e di Bagnone, con i tre comuni della Val di Taro, passò agli stati parmensi con la denominazzione di Lunigiana parmense.

- La media Val di Magra, da Villafranca a Santo Stefano, da Podenzana a Fivizzano, Treschietto compreso, passò, insieme alla plaga più meridionale della regione, al di là del bacino della Magra, cioè ai territori di Carrara, Massa e Montignoso, agli stati estensi con la denominazione di Lunigiana estense.

- La bassa Val di Magra, da Santo Stefano alla foce, dal golfo della Spezia al territorio di Lèvanto incluso, passò agli stati sardi, parte distinta come Intendenza del Levante, con la denominazzione di Lunigiana Genovese.

Lo stato unitario se, politicamente, liberò la regione emiliano-lunigianese dal gravame dei piccoli stati ducali, non pervenne mai, dopo il 1859, ad una basata e chiara riforma amministrativa a riconoscimento dell'integrità territoriale della Lunigiana. Chè il termine stabilito in quell'anno come provvisorio è rimasto più o meno tale finora fra la Liguria e la Toscana, cioè fra la provincia della Spezia e quella di Massa Carrara.

 

Non siamo Toscani, del resto, ancor oggi i montignosini, e con loro i massesi, dicono "andare in Toscana" allorchè valicano la Porta Beltrama. 

 

Estratto da "Lunigiana" di Giovanni Petronilli, editrice S.E.I. da pag. 5 a pag. 8.

LUNIGIANA ANTICA

Da antica carta topografica

 

ANCHE PICCOLA, LA LUNIGIANA É GRANDE !

Aggiornato  il  08-01-2007

TORNA IN ALTO