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 Il borgo di Canale, frazione del comune di Bagnone
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La casa dei Bernabovi a Canale.

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Chiave del portale con incisa la data 1686.
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Il Pontevecchio in antico

 

 IL  LIUTAIO  A  CURA  DI  RUGgGIO 

L'arte del costruire gli strumenti musicali a corda: prende il nome da "liuto".  Il liutaio produce  violini, viole, violoncelli, contrabbassi, mandolini, mandole e chitarre. Quest’arte giunse al sommo splendore in Italia nel XVIII secolo.

Occorrono duecentoventi ore di lavoro per costruire un violino; un lavoro che dura mesi.  Nella bottega del liutaio vi si trovano dalle semplici sagome, una vasta serie di scalpelli, pialletti e morsetti, vari pentolini di colle varie riscaldate a bagno-maria emananti acri profumi, e vari strumenti in fase più o meno avanzata di costruzione, in attesa di essere completati.

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Davide Bernabovi (1867-1945)

detto "Davida"

Aveva il suo laboratorio artigianale al Ponte Vecchio, dove alternava l’arte del Liutaio a quelle dello zoccolaio, dell’insegnante di musica e del suonatore di violino nelle feste del paese. 

Durante la seconda guerra mondiale, all’età di 75 anni si trasferì, sino alla sua morte, in una botteguccia del borgo, vicino alla farmacia Cortesini, luogo che diventerà poi la sede della Ditta Zani & Simonini, autobus di linea.

É per me piacevole il ricordarlo e parlarne, perchè oltre che al vanto dell'artista, c’è anche l’orgoglio del nipote. Si!...  Era mio nonno, il maestro, discendente della nobile famiglia dei Bernabovi di Canale. Nella foto con la moglie, la Fabiola, sorella dei Bicchierai del ponte, Anselmo e Romeo.

Sul portale dell’entrata della loro casa d’origine a Canale, era scolpita l’insegna della famiglia, oggi andata perduta a seguito dei lavori di restauro che hanno alterato  l'antica dimora.

Autodidatta, e come abbia fatto è un mistero, intagliava il candido legno di acero dal quale ricavava la tavola superiore di risonanza detta il coperchio; il fondo; la fascia che unisce con una strana colla di una composizione puzzolente e nota solo a mio nonno, il coperchio al fondo; il manico terminante col riccio; il capotasto, la tastiera, il ponticello, il pallino e le chiavette, dette biroli o bischeri, che servono a tenere le corde. 

Il violino ha 4 corde, accordate per quinta (sol, re, la e mi); la più sottile il mi è detta comunemente cantino. Verniciati ed accordati, da quei violini, dai violini del nonno uscivano squillanti melodie.

Gli strumenti da lui costruiti, violini, viole, violoncelli, contrabbassi, mandolini e chitarre, sono stati numerosissimi e sono ancora oggi richiesti ed apprezzati dai vari strumentisti, che ne vantano le doti e le qualità armoniche.

 

Esposizione di antichi strumenti musicali

a Bagnone nel 60º della morte del Liutaio:

DAVIDE BERNABOVI, 1867-1945.

Il Centro di Cultura Bagnonese, nell'ambito delle sue attività annuali ha organizzato, con la collaborazione della Filarmonica "Santa Cecilia" di Bagnone ed il Gruppo Bandistico "G. Puccini" di Moncigoli, una esposizione di antichi ottoni e strumenti musicali vari, raccolti nella regione, e che hanno servito a creare quel costume che oggi vogliamo salvare e conservare per la memoria. 

Tra i vari ottoni di forma e sonorità diverse, che hanno suonato nel tempo nelle varie bande che si sono succedute, si pensi che a Bagnone alla fine dell'ottocento esitevano ben tre bande musicali, ciò ci fa capire come erano divise le fazioni e come i giovani dovevano aderirvi, senza indugi, con il solo volere paterno.

Nell'esposizione ha primeggiato il liutaio bagnonese Bernabovi Davide, vulgo Davida, nato nel 1867 e deceduto nel 1945; mantenendo attiva la sua bottega di liutaio sita in località Pontevecchio di Bagnone, sino al 1943.

Liutaio per passione ne fece una professione; di Lui esistono numerosissimi esemplari di violini, viole, mandolini, chitarre, violoncelli, contrabbassi, sparsi un po' ovunque in Italia del nord, nelle case dei nostri Barsan, che gli anziani hanno suonato e che per amore e passione hanno portato con loro durante l'emigrazione, dall'inizio del novecento in poi. 

Si dice che non c'era casa al Gropo e alla Pieve di Bagnone, che non possegga un violino di Bernabovi.

Non é stato facile raccogliere alcuni esemplari di questi strumenti, noi di famiglia ne possediamo solo alcuni, una grande quantità, ereditata dalle figlie alla morte del padre Davide, è stata portata a Viareggio in casa Greco, che se ne sarebbe occupato per l'evalutazione, ma di questa partita di strumenti non si è conosciuta la fine.  Dei Greco non vive più nessuno e l'eredità del nonno si è volatilizzata.

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Anche i violini portati al nord tanti anni orsono, dagli appassionati suonatori, alla loro morte sono sicuramente finiti nel dimenticatoio, o appesi in qualche angolo di una umida cantina, come quello che mi è capitato di recuperare, trovato per puro caso appeso ad un chiodo in un vecchio laboratorio di falegname, roso dai tarli e rovinato dalla polvere che si era incrostata sulle superfici verniciate. Nonostante tutto, con buona volontà sono stato capace di rivitalizzarlo, ridarle il suo antico splendore ed esporlo con gli altri nella mostra allestita. 

Tante promesse di prestito non hanno avuto buon esito, conosciamo tanti antichi suonatori di violino, ma nessuna delle famiglie interpellate è riuscita, malgrado le promesse, a collaborare consegnandoci lo strumento per l'esposizione; strumento che avremmo garantito e restituito subito, una settimana dopo.

Alla cerimonia di inaugurazione della lapide ricordo, che si è tenuta davanti alla casa oggi della signora Tosi Clara, ove il Bernabovi ha tenuto bottega di Liutaio per oltre mezzo secolo, in località Ponte vecchio di Bagnone, hanno partecipato tantissimi cittadini e l'Amministrazione Comunale è stata rappresentata dal Dott. Mori Lorenzo, vice sindaco di Bagnone, il quale indirizzandosi ai presenti ha rivolto le seguenti parole di circostanza.

Cari concittadini.

Porto i saluti del Sindaco, i miei personali e quelli di tutta l'Amministrazione Comunale. Ringrazio per il gentile invito il Centro di Cultura Bagnonese.

Mi fa piacere essere qui a ricordare Bernabovi Davide, liutaio bagnonese perchè oggi, in un mondo che corre con le tecnologie, ricordare chi con ore di duro e sapiente lavoro è entrato e fa parte della nostra cultura e tradizione ci insegna che da solide radici nascono solidi olivi.

Dalle tradizioni dobbiamo apprendere come gestire il cambiamento del nostro modo di vivere. 

Voglio anche sottolineare quale valore culturale fosse espresso allora a Bagnone. Bernabovi infatti nasce circa 150 anni fa, così come la Banda Musicale "Santa Cecilia", lavora come zoccolaio e liutaio, ma insegna musica e suona nelle feste. Dopo di lui altri artigiani hanno continuato questa utile tradizione.

Il ricordo di questi concittadini ci deve essere d'esempio per proseguire in queste attività culturali e sociali ancora oggi.

Di nuovo un ringraziamento al Centro di Cultura Bagnonese, che devo dire, con grande impegno e valore si prodiga sul valorizzare quanto ho detto e a ciò anche l'Amministrazione Comunale dedica un cospicuo impegno.

Hanno allietato la serata i componenti dell'Orchestrina GODI GODI di Bagnone, che hanno suonato melodie del passato;  mentre il Comitato rionale ha organizzato un rinfresco con numerose leccornie, che sono state offerte a tutti i numerosi partecipanti, presenti alla manifestazione. 

 

IL  VIRTUOSO  PRETARI  ANTONIO

Pretari Antonio, nato a Iera di Bagnone il 23-04-1922 ha emigrato a Pinerolo (TO) dove ha esercitato la professione di Ambulante.

Appassionato violinista non ha mai abbandonato il suo violino costruito ed acquistatpo in gioventù da Bernabovi Davide di Bagnone, che conserva e suona ancora con passione. 

I suoi pezzi forti sono:

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"TORNERAI DA ME" parole: Nino Rastelli, musica: Dino Olivieri,  titolo francese J'ATTENDRAI, cantato da Dalida.

"BUONA NOTTE ANGELO MIO" di B. Pallesi-Danpa-MacGillar,    cantata da A. Rabagliati, G. Latilla, L. Tajoli e da C. Villa.

Nella foto al centro, il più piccolo é Antonio Pretari, durante una premiazione avvenuta nel Torinese negli anni ottanta.

 

GALLERIA  FOTOGRAFICA

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2005

60º

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Pubblicato il 15 maggio 2004

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