L e  "G A T T E"

 

a cura di rugggio 

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aggiornato il   09-12-2005

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Dal "Corriere Apuano" del 17 Luglio 1976.

 +     All'ombra della croce

La mattina del 10 u.s. munita dei conforti religiosi, cessava di vivere.

EMMA  BERNABOVI Ved. Chiappè

Alla sorella Adalgisa, ai nipoti e parenti tutti le condoglianze del Correre Apuano.

Foto

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Entrata in Canale

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Casa Bernabovi 

a Canale

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Particolare casa Bernabovi a Canale  1686

***

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da una vecchia foto del 1930

Adalgisa e Emma Bernabovi, sorelle di Antonietta, moglie di Nicola Barbieri,

con Teresa Luigi, sorella di Evaristo Luigi, e la figlia Bianchina

***

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CHI ERA ?

La "Emma dal Gat", questo era il suo sopranome, d'uso corrente, discendeva da un'antichissima famiglia di Bagnone, citata nelle cronache del Faie del 1400: "el Gato", che aveva le sue origini a Canale di Orturano. Località che ho visitato e fotografato recentemente.

La casa, che è stata selvaggiamente ristrutturata, ha perso tutto il suo valore storico, rimane solo quello di aver conservato le fondazioni, le mura maestre e l'area su cui è stata edificata prima del 1575, data incisa sul portale.

A titolo di cronaca, anche mio nonno Davide, padre di mia  madre Maria e delle altre quattro sorelle che io ho conosciuto, Elvira, Elisa, Demetria e Giuseppina, erano della stessa stirpe, quella dei Bernabovi di Canale, e da lì erano scesi a valle.

La Emma ved. Chiappè, coabitava con la sorella Adalgisa e viveva di una misera pensione lasciatale dal marito. Passavano le giornate a raccogliere tutte le scatole di cartone, gli stecchi, le tavolette insomma tutto ciò che si poteva bruciare, durante tutto l'anno.

Quando è morta, Emma aveva 91 anni. In ogni stagione dell'anno Emma e Adalgisa dette "le Gatte" erano sempre in giro per il paese e dintorni a raccattare "roba da bruciare". La gente del paese sapeva di queste raccoglitrici e dovevano stare attenti a non lasciare nulla fuori casa, perchè nottetempo sarebbe sparita. Una volta sono spariti pure dei travicelli che un capomastro aveva appoggiato alla facciata di una casa in riparazione, per indicare il pericolo di caduta di calcinacci od altro materiale dal ricostruendo tetto.

Le due sorelle litigavano sempre, ma poi trovavano il modo di riconcigliarsi. Adalgisa era un poco più giovane di Emma, vivevano in un paio di stanze, sotto la caserma dei Carabinieri, dove un tempo c'erano le scuole elementari. Non hanno mai pagato una lira di affitto al Comune e si lamentavano sempre che "l'appartamento" non era di loro gradimento.

Un mese prima di morire Emma, che si era rimessa da una breve malattia, la incontrai in fondo alle scale di casa mia e mi disse: "Ha visto? I gatti hanno la pelle dura e per questa volta mi sono rimessa in piedi".  Mi conosceva e sapeva che ero il figlio della Maria, tra lei e mia madre esisteva un certa confidenza dettata dall'atavico legame di parentela. La salutai e gli feci molti auguri; aveva solo 91 anni e sperava di continuare ancora a lungo a camminare per tutte le strade, viuzze e crocicchi di Bagnone, a tutte le ore, dall'alba al tramonto inoltrato.

Le "Gatte" erano ovunque: molte volte al centro della strada costringevano gli automobilisti a brusche frenate, non si capiva quale fosse la direzione che avrebbero preso perchè una tirava a destra e l'altra a sinistra, poi d'un tratto Emma cedeva e seguiva Adalgisa che era la più robusta. Erano tutte e due ormai sorde o quasi e i clacson li sentivano solo quando le auto erano loro molto vicine. Il duetto delle Gatte sembrava eterno come la torre del castello, sempre allegre, un poco chiacchierone ma non troppo maldicenti. Tutti le conoscevano e loro conoscevano tutti; le Gatte erano un monumento "storico" di Bagnone. Ormai non sono più.

La prima parte, è la storia delle Gatte che io ho conosciuto. Ma ne esiste una più antica, quella delle Gatte giovani, le Gatte signorine.

Sembra che alcuni giovani negli anni trenta del '900, facessero a sfida a corteggiarle, ed oggi il fratello di uno di questi giovani, il Generale Guido Luigi, mi ha recitato e permesso di scrivere la seguente poesia che il fratello Renzo aveva inviato per posta alla Emma. Erano sicuramente dei giochi di paese.

 

Alla signorina Emma Bernabovi detta Gatta.

Bagnone città.

Comare, miagolò la gatta zia,

alla gattina bianca e profumata,

sono stanca di campare questa vita

nubile e sola, triste e abbandonata.

La vita senza amore non ha scopo,

nè può bastar, di tanto in tanto un topo.

Voi viceversa i vostri innamorati

ve li tenete stretti, avvinti per la vita,

certo un segreto avrete, e se mi dite,

vi donerò due sogliole arrostite.

 

Un innamorato.

Ci fu una baruffa paesana tra giovanotti, ma tutto poi finì in una gogliardica ragazzata.

Vale ancora il detto nostrano:

"I divertimenti ad Bagnon:

  Tordei, campania e balon".

RINGRAZIAMENTO

Devo ringraziare il signor Pino Toselli di Genova, d'origini piemontesi e precisamente di Cassina, splendido paese medioevale della provincia di Alessandria, che mi invia un suo appunto tratto da un memoriale, sentito raccontare dalla più giovane figlia di "Pissada" la Marta che nel 1951 aveva sposato un parente di sua moglie. 

Apprendo dal signor Pino Toselli, che le quattro sorelle Bernavovi: Beppina, Marisa, Vittoria e Maria, abitavano Pisa, in via Mercanti, 12. Esse si erano ricongiunte nel 1945, alla fine della guerra e vivevano con la Mamma che nel frattempo si era risposata con Gino Battistoni che si comportò come un vero padre con le quattro sorelle.

Il sig. Toselli gentilmente mi aggiorna circa l'albo genealogico dei discendenti delle Gatte, che ho potuto verificare con l'aiuto di Renzo Barbieri e che io li ringrazio sentitamente e mi accingo a fare le debite correzioni.

Oggi, 12 Gennaio 2005

Quadro genealogico:

Luigi Bernabovi sposato con Giuseppa Malingambi ebbero tre figlie e due figli:

Emma, Adalgisa, Pietro, Guido e Giuseppa.

Guido, sopranominato "Pissada" abitante a Pisa, nel maggio del 1928 mancò prematuramente, lasciando la moglie Tosca Melani detta "Africana" in precarie condizioni economiche, con seri problemi di salute e con quattro figlie in tenera età e precisamente: la Beppina di 6 anni; la Marisa di 4 anni; la Vittoria di 16 mesi e la Marta di appena 2 mesi..

Fu così che la Beppina e la Marisa furono accasate a Bagnone presso le zie Emma e Adalgisa, mentre la Vittoria e la Marta furono affidate al Pio Istituto "Carlo Del Prete" di Lucca che era gestito dalle Suore di Santa Marta. 

Nel dopoguerra le due sorelle si ricongiunsero alle altre e andarono a vivere a Pisa in via Mercanti, 12, con la Madre che nel frattempo si era risposata con certo Gino Battistoni, che si comportò come un vero padre.

Per onor di cronaca:

L'emerito professore pontremolese Giuseppe Benelli, educatore insigne e cattedratico, che i bagnonesi, sono onorati annoverare tra i personaggi illustri di Bagnone, ha sposato la signora Aurelia, figlia primogenita di Marisa Bernabovi.

Ed anche questa è una bella storia, di una famiglia del novecento, che merita essere ricordata.

BAGNONE IL BEL PAESE

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