Commedia brillante in tre scene, due monologhi e conclusione

filodrammatica

del Centro di Cultura Bagnonese - Edizione 2000

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Aggiornato il  13-12-2005

FRANCESCO  DINOLFO

presenta

LA PROMOZIONE
 
 

Una rappresentazione teatrale brillante

 in tre scene con l'intervento di una 

maschera commediante che espone gli antefatti 

in più interventi.

INDICE

 

 1 - Recenzione 

 2 - Personaggi 

 3 - Prologo

 4 - Scena prima

 5 - Monologo

 6 - Scena seconda

 7 - Monologo

 8 - Scena terza

 9 - Conclusione

 

     ©  TUTTI I DIRITTI RISERVATI

 Recenzione

        L'autore, Francesco Dinolfo, é originario di Siculiana comune in provincia di Agrigento;  trasferitosi a Bagnone nell'immediato dopo guerra, vi risiede da oltre mezzo secolo, padre di un noto professionista oftalmologo, ha insegnato alle scuole elementari sino al suo pensionamento. 
           Scrittore e poeta di talento, attraverso vari scritti, ama ripercorrere la storia della sua vita, e con questo spunto si ricorda di essere stato anche lui bambino, alle prese con la scuola e con la guerra,  di essere nato e vissuto da giovane in Sicilia, che con amore la descrive, ricordando i genitori e le persone care lasciate laggiù.
           Nella commedia, di carattere studentesco, non poteva non esaltare la scuola, che é stata per lui tutta la sua vita, e forse si ritrova in uno dei personaggi che la recitano. Una composizione facile, assai movimentata per gli arguti intrecci e le biricchinate giovanili.
           Socio fondatore e membro del Consiglio Direttivo del Centro di Cultura Bagnonese, ove ricopre la carica di V. Presidente, dedichiamo questa pubblicazione della commedia "La promozione" alla sua carriera di educatore ed ai suoi meriti di scrittore e di poeta.

 

Centro di Cultura Bagnonese    

Il Presidente               

 

LA PROMOZIONE

Commedia in tre atti di F. Dinolfo

 

 

SCENA PRIMA

Roberto :  Siamo quasi alla fine dell’anno scolastico e non pensiamo di organizzare una festicciola, magari uso scherzo tra di noi in segno d'augurio per le prossime vacanze?

 Michele : Tu, che sei sempre stato estroso, cosa proponi? Io non so cosa dirti, non ho fantasia, né voglia di perdere del tempo prezioso, che preferisco impiegare per un serio ripasso del programma d’esame. In ogni modo ascoltiamo gli altri; se tutti sono d’accordo nell’assecondarti non vorrei essere il solo ad oppormi.

Graziella : Ha ragione Michele, caro Roberto. Dopo una tua breve esposizione decideremo di sì, se trattasi di cosa lecita e conforme alla morale; altrimenti non saremo disposti, per nessuna ragione, a seguirti.

Roberto : Compagni, vi sembra illecito e amorale inviare una lettera d’amore a Nicodemo, facendogli credere che l’autrice sia una compagna di classe? Io ritengo che trattasi di uno scherzo divertente, per cui nessun provvedimento punitivo è da temere.

 Carla : La tua idea è geniale, ma pericolosa in quanto la lettera assumerebbe la forma dell’anonimato, appunto perché mancante di firma.

 Roberto : Per ovviare a questo inconveniente, come tu giustamente dici, faremo riferimento ad una vaga allusione in modo tale che sia Nicodemo a intuirne il nome o, per lo meno, ad averne il sospetto e vediamo come.

 Tutti Intanto mettiamoci all’opera e incominciamo :

                                    "Caro Nicodemo, è da tempo che desidero incontrarti per dirti che ti amo, ma…. " ecc. ecc.

                                    "Perdonami se non mi firmo perché non ritengo corretto che una donna, in sul principio, si dichiari innamorata. Se sono vere le leggi della telepatia mi verrai a cercare e, allora, mi conoscerai. Per ora ti cullo nel mio cuore e spero presto essere nelle tue braccia".

                                    "Una compagna della terza fila".

 Roberto : Ora bisogna studiare il modo con il quale possa avvenire il recapito.

Diana : Non occorre tanto studio, è semplice: domani o dopo domani, aspettiamo che tutti siano usciti dall’aula, poi uno di noi s’avvicina al banco di Nicodemo e vi depone la lettera. Intanto stiamo all’erta….

 Luigi :  :  :   Tutto è andato nel modo desiderato: Nicodemo ha preso la lettera e se la è messa in tasca; smaniava, impallidiva, voltava lo sguardo da ogni parte; i suoi occhi lampeggiavano: sembrava in preda a un grave delirio. Poi, calmatosi, si alza lentamente e guarda l’Insegnante.

 Nicodemo : Signorina, dovrei uscire… Devo…

 Insegnante : Vada per questa volta, ma si ricordi che non è ancora trascorsa la prima ora. Per l’avvenire rispetti le regole!

 Nicodemo :  Mi rincresce, ma… non ne posso più. Grazie!

Chiuderò a chiave il gabinetto e, finalmente, potrò  leggere.

PRIMO MONOLOGO

            Il ritorno in classe di Nicodemo fu alquanto pietoso : saliva gli scalini traballando e appoggiandosi alla ringhiera a ogni passo. I suoi sospetti erano su Placida, la compagna simpatica e vivace, che un giorno gli aveva chiesto spiegazioni intorno ad una lezione di filosofia. Da tempo ne era innamorato, fatale coincidenza, ma non gli era riuscito incontrarla da sola per confessarglielo.

            Andò al proprio posto con un assillo opprimente e, se fosse stato interrogato, avrebbe destato tanta commiserazione. Meno male che la giornata terminò con semplici spiegazioni di cui non capì un’acca.

            A casa mangiò quanto un gatto; poi si ritirò in camera e si stese sul letto, vestito com’era.  Fu riscosso da un colpo alla porta della padrona di casa che chiedeva permesso.  Ella voleva preparargli qualcosa da bere, un tè o un caffè, ma egli rifiutava e, ringraziandola per tanta premura, aggiungeva che trattavasi di …una semplice indisposizione passeggera.

            Alzatosi, si lavò e si fumò una sigaretta. Poi, messosi davanti un foglio di carta, volle scrivere a Placida : "La tua lettera mi ha suscitato sentimenti di sincero affetto, per cui ho bisogno di parlarti. Fissami un appuntamento e fidati di me. Accetta un caro abbraccio.  Nicodemo".

             La mattina seguente s’avviò a scuola prima del solito e, con il pretesto che stava male, pregò il bidello di farlo entrare in aula. Lo stanzone deserto emanava odore di gesso e d’inchiostro, che spadroneggiava nell’aria. Il banco di Placida lo emozionò, ma tosto vi si avvicinò tremolante e vi depose il biglietto, che cadde a terra senza che egli se ne accorgesse.  Poi uscì in fretta e furia, si portò nelle latrine e attese che i compagni raggiungessero l’aula.

SCENA SECONDA

Placida :  Ecco, una busta ben chiusa senza indirizzo! Chi l’ha perduta?

Roberto : L’ho cercata …tanto, meno male che non sia finita nella spazzatura; grazie, Placida, te ne sono grato.

                                    Intanto che aspettiamo l’arrivo dei professori parliamo sottovoce del più e del meno. Ciascuno faccia altrettanto con chi vuole.

                                    Tu, Luigi, che sei molto in gamba dovresti informare gli studenti della altre scuole cittadine di tenersi pronti per assistere al gran finale di questa nostra strana commedia, che farà sicuramente scalpore.  Dividiti il compito con chi vuoi, ma devi fare in modo che tutti siano informati.  Ti raccomando una cosa : non devi fare il nome della donna di cui Nicodemo crede di essere innamorata di lui. Sento rumori di passi, ne riparleremo..

 Luigi : Oh, è Nicodemo!  Pensavamo che ti fossi preso un giorno di riposo, come succede a me quando non sono preparato e temo di essere interrogato.  Oggi ho fatto uno strappo alla regola e sono qui, pur non avendo studiato.  Spero che le ore passino tra spiegazioni soltanto.  Ho piacere che la Marcucci sia in ritardo; se poi non verrà e al suo posto ci sarà un sostituto, meglio ancora!

 Nicodemo : Mentre venivo a scuola ho sentito parlare di sciopero del personale della scuola di ogni ordine e grado.  All’ingresso ne ho parlato con il bidello, il quale mi ha risposto di essere contrario ad ogni forma di sciopero e che non sa niente altro.

 Luigi : Quest’attesa mi annoia e io me ne vado : « …chi mi vuol bene mi segua. » Allora, uscite tutti? Bravi! Ci accompagneremo intanto che andiamo a casa.

 Graziella : Concertiamo subito la risposta alla lettera di Nicodemo, senza frapporre del tempo in mezzo, dato che siamo quasi alla fine dell’anno scolastico e dobbiamo occuparci soprattutto dello studio : ricordiamoci che superare l’esame di maturità, specialmente nella prima sessione, non è cosa facile.  Bastano poche parole per fissare un appuntamento.

 Carla : É vero e faccio un esempio : Nicodemo, in risposta alla tua ti comunico che sono felice di potermi incontrare finalmente con te.  Trovati in fondo al grande viale della città, alle ore ventuno del prossimo Venerdì.  Là uniremo i nostri cuori in un nodo indissolubile.  Intanto ti mando un abbraccio e credimi tutta tua.

 Diana : Va bene per tutti noi, ma non è tutto poiché occorre presto pensare al giovane che, travestito da donna, si presenterà all’appuntamento. Per gli abiti provvederemo noi donne : una cosa io, una Graziella, un’altra Carla ed ecco, l’abigliamento è pronto!

 Roberto : Per l’uomo da travestire occorre sceglierne uno che abbia, non solo un bell’aspetto, ma anche una corporatura slanciata, sottile, elegante, che possa assomigliare… insomma.

 Carla : Vincenzo Lisi mi sembra la persona adatta, anche perché ha le sembianze femminili e poi, ben truccato e con una parrucca sembrerà una bella donna, come…

 Roberto : A tutto il resto penserò io : vestirlo e soprattutto accompagnarlo per timore che possa inciampare e cadere a terra a causa di quelle scarpe dal tacco… e quelle calze… alla coscia, trattenute da quelle… giarrettiere.

                                    Il seno glielo accomoderò con due palline di gomma o con due gomitoli di lana. Così il nostro Vincenzo sarà pronto per l’incontro amoroso.

                                    Per il recapito della lettera a Nicodemo è già stato incaricato Luigi Lo Presti. E ora andiamo a casa a mangiare.

SECONDO MONOLOGO

            La sera dell’appuntamento, mentre la strada principale della città era affollata, fu visto Nicodemo entrare dal parrucchiere per farsi tirare una sfumatura all’ultima moda.

            Le unghie gli luccicavano di smalto naturale, l’abito festivo era impeccabile e impregnato di un eccellente profumo, il cappello a falde cascanti, la cravatta di color sanguigno spiccava civettuola sulla candida camicia. Così abbigliato si recò in tabaccheria e acquistò un pacchetto di « Trestelle »; poi si avviò presso il caffè  « LA PERLA », ove fece una breve sosta. Ai conoscenti, che transitavano e si rallegravano con lui per la insolita eleganza, rispondeva con un secco « ciaos » per evitare ogni perdita di tempo. Intanto fumava come una ciminiera e leggeva compunto per mostrarsi importante, mentre con la coda dell’occhio osservava il via vai delle persone sempre guardingo e diffidente. Dappertutto vedeva « nero », segno di uno stato morboso provocato da false congetture : forse temeva che il suo piano potesse andare a monte e il sogno, tanto agognato, svanire nel nulla.

            Verso le venti e trenta abbandonò « LA PERLA » e s’avviò per il luogo convenuto, distante circa due chilometri.

            Roberto era ancora in casa, intento a vestire e truccare Vincenzo. Alla fine, dopo aver calcolato il tempo necessario per raggiungere il meraviglioso viale, adorno di piante sempreverdi, circondato da aiuole variopinte intermezzate da piante esotiche, tutto immerso nella penombra, prendeva a braccetto Vincenzo per accompagnarlo sino all’inizio del luogo prefissato.

            La felice coppia attraversava disinvolta via Atenea in mezzo ad una marea di gente spensierata. Roberto s’inchinava e si scappellava, contraccambiando il saluto ai conoscenti, che lo riverivano per riflesso della donna che era al suo braccio. Imboccato il viale si separarono con cento raccomandazioni. Stava per concludersi il bello della commedia, mentre Nicodemo ammiccava singole donne per scorgere la donna del suo sogno. Ne aveva ragione di comportarsi in tal modo, in quanto la penombra era molto densa e non era difficile sbagliare « bersaglio ». Fu Vincenzo ad andargli incontro e abbracciarlo per primo. I due si tenevano così stretti da sembrare una sola persona.

            In conclusione fu un felicissimo incontro, coronato da calorosi baci prolungati in quell’invitante, magnifico luogo. Vincenzo (al posto di quell’ignara Placida) stringeva sempre a se Nicodemo, mantenendo il volto nascosto tra le fronde e trattenendo a stento il fragore delle risate, che gli gonfiavano la pancia a guisa di mantice in piena azione.

            L’idillio sarebbe durato molto più a lungo se centinaia di voci non avessero gridato : »Lascialo! Lascialo! Lascialo! é un uomo! É un uomo! É un uomo! ».

            Chi correva schiamazzando da una parte, chi da un’altra : il chiasso fu tale che, in breve, la notizia si diffuse tra i quartieri del vicinato sino a propagarsi in tutta la città.  

SCENA TERZA

 Diana : Per il caso Cempi sono stata fermata per strada e tempestata di domande indiscrete e volgari. Non sapete, cari compagni, che ci accusano di aver compromesso l’avvenire di Nicodemo e aver messo in pericolo anche lo stato della sua salute? Alcuni gridavano persino dicendo che del mal fatto ne dobbiamo rispondere sia davanti a Dio che davanti agli uomini. Dalle loro bocche ho sentito che la padrona di casa vorrebbe informare i suoi genitori, per il fatto ch’egli rifiuta il cibo, non parla ed è in preda a una crisi nervosa.

 Carla : La professoressa Marcucci vuole conoscere nei particolari l’accaduto e ha aggiunto che del caso è a conoscenza il preside.

 Graziella : Ho saputo che Nicodemo sta arrivando a scuola. Andiamogli incontro e facciamogli festa. Dato che tutti siamo stati ammessi agli esami dobbiamo essere uniti e dobbiamo aiutarci.

 Michele : Roberto lavora in questo senso, specialmente per rimediare alla beffa che tanto ha fatto soffrire Nicodemo.

 Tutti : Ciao, Nicodemo, quanto siamo contenti di averti tra noi! Presto ci saranno gli esami e dobbiamo far di tutto per superare questa benedetta maturità.

 Luigi : Dopo domani, inizio degli scritti, cercheremo di stare vicini… e così sino alla fine.    

PER MAGGIORI INFORMAZIONI SU BAGNONE, VEDI IL SITO: WWW.bagnonemia.it/gurguglione/htm 

CONCLUSIONE

 

La notizia corse per la città e giunse persino all’orecchio dei professori che desideravano ulteriori dettagli.

Intanto lo studente Cempi non usciva più di casa e viveva come in una lunga convalescenza che non gli permetteva di studiare. Tutti chiedevano di lui e della sua salute, mentre nel paese natale si vociferava il suo definitivo ritiro dagli studi a causa di un ….. grave esaurimento.

Si presentò agli esami spinto dagli amici, che l’esortavano ad essere più in gamba e a non fissarsi sulla burla patita.

Davanti il portone di scuola veniva additato come un personaggio del giorno e tutti gli porgevano la mano.

Il preside lo fece chiamare e gli parlò paternamente, offrendogli il suo appoggio per prevenire altri simili fatti.

Ora raggiava di gioia e mostrava una marcata disinvoltura. Solo la vista di Placida lo emozionò, ma fu un attimo di smarrimento.

Roberto agli scritti fu promotore di un’altra intesa, ma questa volta fraternamente benefica, tutta a favore di Nicodemo, che venne aiutato dagli amici.

         Poi si seppe che l’esito fu felice per tutti. Gli orali, che tanto preoccupavano Nicodemo, per lui si svolsero in parte in conversazioni, che rievocavano la disavventura di quel brutto Venerdì. Domande, inerenti al programma di studio, vennero chieste anche a scelta e Nicodemo seppe ben trattarle.

         La sua fu una promozione e non importa se meritata o casualmente cagionata.  

 

M.  Francesco Dinolfo  

 

F I N E

      

 Tutti i diritti sono stati ceduti dall'Autore al Centro di Cultura Bagnonese, del quale ne è Vice Presidente. 

Bagnone, 10 Ottobre 2000.

CASTIGAT   RIDENDO   MORES

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