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Aggiornato il 07-04-2008

VAI GIÙ

 

DOMENICO  CATTANEO

Da tempo cercavo le rare notizie su D. Domenico Cattaneo, più volte incontrato e citato quale descrittore di alcuni particolari dell'epoca, ma non sono mai riuscito a trovare qualche cosa di valido, finché oggi mi è piovuto tra le mani una fotocopia dell'originale, che mi diletto a trascrivere per il bene dei posteri.

Interessante trattato questo del Cattaneo, che ci parla della nostra Terra e tratta dell'origine del nome, da Bondelia a Bagnonum sino a Bagnone, e cita  numerosi concittadini che hanno dato lustro al nostro paese.

In calce ho trascritto anche la biografia del Cattaneo che, per puro caso, ho trovato pubblicata su internet dai reaponsabili dall' Archivio Storico del Comune di Bagnone.

RUGgGIO - 2007      

I S T O R I C A 

D E S C R I Z I O N E

DELL'INSIGNE TERRA DI

B A G N O N E

 A N T I C O, E  M O D E R N O,

Compenditata dal Signor

D. DOMENICO CATTANEO

A puro oggetto di non lasciar mancare a' Posteri 

del Luogo nuovi Esempi, ed incentivi di sempre 

propagare il loro buon Nome. 

Dedicata al Merito Sublime 

DEL REVERENDISSIMO PADRE 

D. GUIDO GRANDI 

Professore delle scienze matematiche nell'Alma 

Università di Pisa, e Abbbate dignissimo de' 

Monaci Camaldolesi di S. Michele in

 Borgo di detta Città, e Signore 

dell'Isola di Monte-Cristo & c.

 

 

IN MASSA  MDCCXXVI

Per Giambattista Frediani, e Fratelli Stampatori Ducali.

CON LICENZA DE' SUPERIORI.

 
 

REVERENDISSIMO PADRE

ON essendo io contento di conservare privata 

memoria de' segnalati benefizi, e favori, co' quali senz' alcun risparmio s'é degnata la P. V. Reverendiss. di onorarmi per sua mera, e connatural gentilezza in tempo, che mi son ritrovato in codetta Città di Pisa per i miei studj; ho voluto ancora che ne resti scolpito eterno ricordo su questi pochi fogli coll'occasisone, che vengo pregato di dare alle Stampe la presente Descrizione della mia 

Patria, dedicandola alla P. V. Reverendiss. affinché, siccome io non ho alcun modo di poterli adequatamente rimeritare, si veda almeno che non me ne mostro ingrato, ne sconoscente, ma che me ne dichiaro ben ricordevole anche in lontananza di tempo, e di luogo. Ecco nelle sue gentilissime mani il confesso di tanti miei dubbi, l'esorbitanza de' quali facendomi rammentare, che QUI NON HABET IN AERE, LUAT IN CORPORE, altro non mi resta che fare, 

per esserle buon corrispondente, se non con tutta umiltà implorare dalla P. V. Reverendiss. d'esercitarmi continuamente sotto la sua gran Padronanza; accettandola, che mi reputo a somma gloria il potermi rimostrar in effetti, quale inalterabilmente mi pregio foscrivermi

           Di V. P. Reverendiss.
                          Bagnone 20 Luglio, 1726

Devotiss. Servitore Obligatiss.

   Domenico Cattaneo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BANONE

BAGNONUM

BONDELIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I QUERNI

STEMMA

MEDICEO

DESCRIZIONE ISTORICA  & c.

  RA tutte le quattro parti del Mondo, non v'ha alcun 

dubbio,  che la più  Signorile, Umana e riguardevole per molti titoli sia l'Europa. E tra tutte le sue Regioni non si piò negare, che l'Italia è la più amena, e deliziosa, dicendosi communemente il Giardino di essa. Tra le Provincie d'Italia poi, e chi non sa, che questa di Toscana non ha invidia alle prerogative più stimabili d'ogni altra: portando più che per Antonomasia il nome di Felicissimi Stati per quanto si estende la Padronanza di S. A. R. Gran Duca, e Signore molto Clementissimo. 

E se la felicità de' Stati considerar si deve dall'aver ciò che si trova di più prezioso nel Mondo, che é la Libertà, di cui stà scritto: Non benè pro toto Libertas venditur auro; bisogna necessariamente confessare, che non cedano il primato ad alcuni altri, quelli che l' A. S. R. possiede nella Lunigiana, che per essersi spontaneamente soggettati al Dominio Fiorentino si godano quietamente per rimunerazione sì gran Tesoro.

Tre però sono i Luoghi, che tra gl'altri si trovano in tal Distretto singolarizzati di simili distinzioni, cioè PONTREMOLI, FIVIZZANO, E BAGNONE; il qual ultimo avendo io preso a descrivere, dico, ch'egli è situato in un tratto di pianure chiamato la Valle di Magra, spalleggiato da colline, e monti adiacenti; essendo distante verso Tramontana poco più di due miglia dalle faldi dell'Appennninno. 

Per queste colline, e tra detti monti, siccome in essa valle si vedano, e trovansi molti altri inferiori Castelli, e Villaggi, che riconoscendo Bagnone per loro Principale, ci concorrano giornalmente per ogni occorrenza, come fanno i Suburbi a tutte le Città.

Circa l'antichità di questo luogo è da sapersi, che non è possibile il rinvenirne l'origine. Convien bene avvertire, che prima si chiamava BANONE, ed in latino BONDELIA, il che ancora vedesi accennato nella Geografia del Famosissimo Astrologo, e Matematico Tolomeo, che viveva sul principio del secondo Secolo di nostra Salute. E se non si trovi distintamente nominato da più antichi Scrittori, che furono ante Christi nativitatem, non sia meraviglia, imperoche tutti i 

luoghi, che erano a quei tempi in queste parti, passavano sotto nome di Liguri Apuani, alla differenza degli altri Liguri del Genovesato, da' quali ci divide, e distingue il fiume Magra; piacendomi a proposito di questi Liguri Apuani far qui piccola digressione col notare la perdita di 4. m. Soldati fatta da' Romani 183 anni avanti la venuta del Messia, nella spedizione di grosso esercito verso queste parti sotto la condotta di Q. Marzio uno de' Consoli Romani di quell' anno, che ne fu da' nostri valorosamente respinto, sebbene molte altre volte ne restavano al di sotto. Eccone l'attestato di Tito Livio al Libro nono della Quarta Deca. 

Perfectis questionibus, Q. Martius in Ligures Apuanos est profectus: dum pænitus in abditos faltus, quæ latebræ, receptaculaque illis semper fuerant, persequitur, in præoccupatis angustiis loco iniquo est circumventus: quatuor milia militum amisit, o legionis secundæ signa tria; undecimo vexilla socium, ac latini nominis in protestatem  bastium venerunt, o arma multa, quæ quia impedimento fugentibus per sylvestres semitas erant, passim jactabantur. Prius sequendi Ligures finem, quam fuga Romani fecerunt. Consul ubi primum ex hostium agro evasit, ne quantum diminutæ copia furent appareret; in locis pacatis exercitum dimisit.

Non tamen obliterare faman rei malè gesta potuit; nam saltus, unde eum Ligures fugaverant MARTIUS est appellatus oc.

Et in MARZO appunto si chiama una Selva da quì poco distante.(1)

Qual passo ho voluto allegare per autentico contrasegno anche di molti altri luoghi in queste vicinanze sino allora abitati. Ma non sapendosi precisamente quali fossero, perchè molti ne sono stati edificati dopo, non resta già punto da dubitare, che il predetto nostro Banone fosse per infallibile uno dei più antichi : dando a divedere il grande abbassarsi, che ha fatto il Fiume da alcune ben grosse, e longhe antichissime Muraglie, che se pur non gli servivano d'argine per impedirne i molti danni quando cresceva precipitoso torrente (vedendosi anche quanto si sia sfogato con esse) sarannno forse state di alcun'  Edifizio della Comunità per le pubbliche rendite.

E sono in due luoghi, cioè sotto al Convento de' nostri Padri Agostiniani (2) [vedendosi anche molto più abbasso un piede di ponte vecchio come le dette Mura] e l'alatre si calpestano nella Strada longo detto Fiume (3) per dove si va nella Selva l. d. Tra Castiglione ;  che andandovi sotto, meglio si scorge che gran macchine fossero tanto queste, che quelle. Siccome anco la detta Selva sino a' dì nostri vedesi molto ripiena di quei tanti sassi rimastivi fin quando serviva il letto all'istesso Fiume, che per più vivo contrasegno vi lasciò  molto limati, ed incavati grossissimi Macigni. 

Ne' quali tempi Bagnone restava dove è addesso l'antico nostro Castello, e non eran per anche fabbricate alcune Case della Terra, che in oggi abitiamo. Anzi che allora il suddetto Fiume, chiamato ancor lui Bagnone, che ora ci corre sotto, passava assai più alto, e poco men che sopra, come è bel riscontrare dalle suddette vetustissime orme. Ma poichè detto Fiume a poco a poco ebbe consumato tanto di suolo, che venne a trovarsi tra mezzo a' Scogli, da, quali mai più ha potuto uscire; quindi avvennne,  che i Bagnonesi del MCCC per loro maggior comodo dell'acque, ed altro, 

e per il gran concorso, che aveva la miracolosa Immagine della Madonna del Pianto quivi allora scopertasi, lasciando il vecchio Castello, cominciarono a fabbricarsi nuove abitazioni quaggiù basse, dove prima dicevano in Gottola. Dalche si argumenta, che il Fiume ha profondato molta pianura, che rendeva più facile l'accesso a quel luogo : il quale avanti, che fosse Feudo de' Marchesi Malaspina, era sotto al governo di Luni Città ormai distrutta, donde la Lunigiana trae il suo nome. 

E Dio sa quante volte ancora è stato distrutto, e rovinato il detto Banone fino a quei tempi Luogo di considerazione in queste parti. 

Ma lasciate da una parte l'antichità, dirò qualmente restando questa nostra Terra in ugual distanza cioè di leghe 20, tra Pisa, Genova, e Parma, prtecipa non ssolo del linguaggio, e usanze di queste tre parti, ma ancora tratta a monete correnti in essi Dominj. Quì si gode un'aria molto temperata in tutte le sue qualità; sicchè ne ridonda profitto non tanto all'individuo, ma anche tutte le vicine campagne dimostrano quanto li sia benefico un clima sì piacevole: sotto di cui nascono, e si perfezionano tutte le sorte di viveri, e delizie, che sono più comuni all'umano uso, e per quanto possa bastare al bisogno del paese.

Qui si gode tutta la libertà della Pesca, che sebben tenue nel nostro Fiume, ad ogni modo altrettanto stimabile per le Trotte d,impareggiabile bontà; assai più copiosa di vario pesce nella Magra, come scrive il Giannetti nel terzo tomo del suo Mondo filosofico : e similmente della Caccia, come nota il Savelli nella sua Prattica, alla parola Bracchi.  

Quì si fa ab immemorabili tempore ogni Lunedì il Mercato, tanto più bello, quanto numeroso e di Popoli circonvicini, e Forestieri. Consideriamo poi come dovrà riuscir vie più applaudita la Fiera introdottavi l'anno passato 1725. da seguitarsi il giorno di S. Maria Maddalena 22, Luglio, e seguente.

È finalmente non poco dilettevole da vedersi la copiosa Rassegna, che si fa ogni quarta Domenica di Ciascun mese (eccettuati quelli d'inverno) di 14, Comunità descritte a questo nostro Ruolo; veder, dico, tutta la Milizia messa in parata nel Borgo, e di quì fatta marchiare nella Piazza, dove posta in ordinanza, e molto bene esercitata dal nostro Generoso Capitano (Querni in oggi) ed altri bravi Ufficiali, rende assai godibile la detta Piazza di tanto comodo, e decoro del paese: lastricata tutta di ben lavorate pietre : la cui fondazione leggesi scolpita in marmo sulla Porta con questi caratteri.

 

LELIO  BUTIO  PATRITIO  MEDIOLANENSIS

PROFERDINANDO  II.  ETRURIAE  MAGNO  DUCE

IN  HAC  PROVINCIA  JURIS,  &  ARMORUM  PRAEF.

FAVENTE,  AC  DESIGNANTE

HAEC  PLATEA  STRATA  FUIT  ANNO  DOMINI

M  D  C  L  I  V 

 

Questa è la Patria ( come scrive Leandro Alberti nella sua Italia) di Mario Querni Malvezzi Cittadino di Reggio, e Medico di tanto grido nell'inclita Citta di Bologna, come, e molto più si ricava dal suo onorevole Privilegio Dottorale ivi ottenuto nel 1520. E questi esser dovrebbbe Fratello, o in altro modo Parente coetaneo del tanto rinomato Arcipoeta Camillo, di cui ho parlato trattando della Poesia : avendo noi avuto in più famiglie diviso il detto Casato. 

Cittadino di Reggio fu altresì il Nobil Uomo Lorenzo Sarti pure di Bagnone, Autore della Fabbrica del nostro Ducale Convento degl'Agostiniani, come si rileva dalla sua Lapide Sepolcrale, che accenna finisse i suoi giorni del 1628.

Degno similmente d'eterna memoria è altro Monumento in detta Chiesa con questa Iscrizione.

 

HOSPES ,  SISTE ,  LEGE .

JACET HOC TUMULO DECUS INGENS, & COLUMEN 

PATRIAE MAXIMUS HONOR PINDI

AMPLISSIMUM AORNAMENTUM CYRRAE

JOANNES BAPTISTA CARTENIUS

PLENISSIMUM ELOQUII FLUME

PER QUOD QUOSQUE AD AETERNITATEM MITIERE 

POTERAT DEXTERA FRIGESCIT

QUAE PLURIMOSA FORCIPE MORTIS ARRIPUIT

SUAE AETATIS AESCULAPIUS

DOCUIT 36. ANNOS IN PISANA ACADEMIA

PATRIMONIUM BAGNONO PATRIAE LEGAVIT.

VIVUS DOCUIT

DE DOCENDA JUVENTUTE EXCOGITAVIT IN MORTE

MORTUUS ETIAM DOCET

FUNCTUS PEREGRINATIONE ANNNORUM 75.

ANNO 1634. 8. IDUS MAJI SEPULTUS IN COELUM ABIVIT

OSSA HIC SITA SUNT.

 

Questo grand'Uomo trovò il modo di rendere più godibile, e perfetta, che prima non era l'aria di Pisa, come si ricava da un suo Libro ivi stampato del 1628. con questo frontespicio.

GIO.  BATTISTA 

CARTEGNI

P. F. FRANCESCO 

DA BAGNONE

CAPPUCCINO

TRATTATO  DE'  VENTI

In quanto s'apperiene al Medico, e del sito della Città di Pisa, del Dottore Gio. Battista Cartegni da Bagnone di Lunigiana lettore della Teoria ordinaria di Medicina nello Studio di Pisa .  Al Serenissimo Ferdinando II.  Gran Duca di Toscana V.  

D'assai maggiore ingrandimento poi ci serve il Libro intitolato MEMORIE DEL VENERABILE SERVO DI DIO P. F. FRANCESCO DA BAGNONE CAPPUCCINO. Descritte,  ed esposte all'imitazione, ed ammirazione de' Posteri dalla penna di Fra Gioacchino da Soragna del medesimo Ordine, e da essolui dedicate all'Altezza Serenissima di Francesco I. Farnese Duca di Parma, Piacenza & c. Stampato in Parma del 1703.

Leggendosi sotto all'Effige di detto Padre tra ;'altre parole : Qui post magnam suæ probitatis existimationem in toto ferè  Orbe Catholico relictam, plenus dierum obiit Parme die 4. Aprilis Christi Domini morti sacra Anno 1692. ætatis suæ 80. Religionis fuerò 59.

Di questo Padre ho veduto un picciol Libro con questa Iscrizione SOLILOQUIO,  o sia Esercizio Spirituale per amare Dio nel più alto, e perfetto modo possibile sopra quelle parole : Diliges Dominum Deum tuum & c. Dedicato all'Altezza Serenissima della Signora Principessa Maria Maddalena Farnese da F. Francesco da Bagnone Cappuccino. Stampato nella suddetta Città del 1685. Come pure si sono stampate altre sue Devozioni.

In materia di Religione, non devo scordarmi di contribuire al merito sublime del nostro Reverendiss. P. F. Framcesco Maria Querni ancor vivente, dell'Ordine Eremitano di S. Agostino che dopo aver fatto il corso dei più onorevoli gradi, come d'Assistente d'Italia, e di Procurator Generale di tutto l'Ordine, venendo in questo mentre ad esser fatto Vescovo il Generale di quel tempo, fu il nostro Querni, sebben con grande sua retinenza dichiarto Vicario Generale Apostolico. Della qual carica riputandosi incapace per la sua grand' umiltà, e insufficiente per l'età avanzata, cercava continuamente di cedere non tanto all'onere, che all'onore. 

E siccome per secondare le premurose istanze del Sommo Pontefice Clemente XI . s'indusse ad accettarla per cinque anni : tra il decorso de' quali, celebrandosi il solito Capitolo, in cui lo volevano assunto al Generalato, in nessuna maniera volle aderirvi, per non sentire maggiore inquietudine. 

Ma ad ogni modo non creandosi intanto altro generale, convenne a lui esercitare simil funzione per lo spazio suddetto : nel quale aggregò anche la mia Casa alla Fratellanza di sua Religione con Diploma del dì 10. Novembre 1718. In cui, siccome in tutte l'altre sue Patenti si legge ; Fr. franciscus Maria Querni Pratensis, s'intende questo per esser egli Figliuolo del Convento di Prato al quale ha conferito benefizi meritevoli di perpetua memoria ; siccome anco in questa nostra Chiesa del suo Ordine si conservano preziosi contrasegni del suo patrio affetto.

De' nostri similmente è (siccome anche cittadino Fiorentino) il Reverendiss. Padre Abbate Orsini Canonico Regolare Lateranense : il di cui Fratello Sig. Camillo è Ministro in spedizioni di mare &c. della Dogana di Firenze .

Nella qual Città ancora per esser Uomo eccellente in belle Lettere a meraviglia il Sig. Cesare Lorenzelli, gode l'onore d'esser Segretario dell' Illustriss. Sig. Marchese Ranuccini primo Segretario di Stato, e di Guerra di S. A. R. ec.

 

P. F.  FRANCESCO

MARIA QUERNI

CAMILLO 

QUERNI

GIO. BATTISTA 
BERTOZZI
ABATE LORENZO NERI
DOTT. BARONI
FRANCESCHINI
NICCOLÒ CARTEGNI
D. NICCOLÒ SARTI

GIOVANNI BASSIGNANI

PIETR' ANTONIO MAZZINI

DOTT. FISICI

PIETRO MARIA  E

MICHEL'ANGELO

QUERNI

La detta Città, e suo Contado poi sanno, che grand' Uomo era il Sig. D. Gio. Battista Bertozzi Dottore dell' una e l' altra legge, Protonotario Apostolico, e Pievano dell' opulentissima Pieve di S. Pancrazio di Val d' Arno ;  e lo saprebbe meglio il Mondo tutto, se avesse avuto tempo di terminare alcune insigni , e voluminose opere, che era per dare alle Stampe, che pur tali, e quali abbiamo nella Libreria di questa sua Casa : la quale porta anche la gloria d'esser nominata per favorita dal Cielo negl' Annali del Sacro Ordine de' Frati Servi della B. V. M. al Libro V. Centuria III. Capitolo IV. con queste parole. 

Anno 1502.  Accidit, ut in Oppido Castalonensi, quod inter Lunenses de Terzerio vocant, Diocesis Sarzanensis Imago quaædam B. V. in ædibus corum, qui de Bertozzis dicebantur, lugere  visa  fuisset &c.

Merce che a quel tempo abitavano questi Signori in Castiglione del Terziere suddetto : Castello poco più distante da noi un miglio : nel quale abbiamo il nostro Jusdicente con tutti gl' altri Ministri di Corte, perchè quando s' è trattato d' introdurli in Bagnone, mai abbiamo voluto la continua lor Residenza, per non derogar punto all' intiero della nostra Libertà : battendoci solo, che venghino a tutti i nostri Mercati a tener Ragione particolarmente nel civile, e che si servino di questo nostro Luogo per intimare allora, ed in ogni altro giorno tutti i Bandi, Precetti, e Proclami, che li occorre ; non essendo Castiglione luogo di concorso come Bagnone da render pubblico alcuno avviso.

Dell' Illustriss. Casa Neri abbiamo il Signor Abate Lorenzo stato Coppiere, ed Elemosiniere dell' Eminesntissimo Sig. Cardinale Barbarigo Vescovo di Padova, zio di quello, che vi risiede in oggi : il qual Porporato, per esser morto in grande odore di Santità, per la vita uniforme da lui vissuta ; e stimandosi per ciò molto fortunati quelli, che aver potevano alcune delle sue memorie (conforme se ne mostrò tutto fervore il Sereniss. Gran-Duca Cosimo III. di gloriosa rimembranza) siccome era toccata l'intera sacra Porpora del Prelato al nostro Neri, così da questo si trovò l' A. S. R. presentato la Berretta Cardinalizia con reciproco inesplicabil contento.

La riguardevole Comunità di Prato può ridire quanto si pregiava d'aver per suo Cancelliere il nostro Dottore Baroni ; e similmente quella di Pietrasanta il Franceschini, di cui  anco al presente abbiamo un figlio nello Stato di Piacenza Commissario nel Luogo delle Ferriere. 

In Volterra, ed altrove è stato Giudice l' Eccellentiss. Sig. Dottore Niccolò Cartegni ora Podestà del qui vicino Marchesato dell' Illustriss. Sig. Marchese Corsini.

Non è quivi da preferirsi il bravo Musico D. Niccolò Sarti, che per il suo tanto piacevol cantare, gareggiavano Milano, e Genova per averlo, sabbene egli si accomodò più presto all'aria di Genova come a lui più confacevole ; siccome si fece anco applaudire in altre celebri Città dell' Europa, fra le quali in Baviera dove avendolo ben volentieri sentito la Serenissima Gran Principessa di Firenze Violante Beatrice, Governatrice in oggi della Città, e Dominio di Siena, gli ha fatto godere per molti anni finchè lui è campato quì a Casa nella sua età avanzata un decoroso onorario contribuitoli dall' Insigne Opera di Pisa.

In Genova pure non era se non grande la stima, che si faceva del famoso Ingegniere Giovanni Bassignani, che dopo aver reso glorioso il suo nome appresso della Repubblica di Venezia, passando poi al servizio di quest' altra, ne riportava gran somma di Genovine al Mese con alquanti servitori di più.

Anche al presente abbiamo per Auditore di quella Ruota il Sig. Pietr' Antonio Mazzini, stato prima Assessore nel Magistrato Illustrissimo de' Signori Otto della Città di Firenze.

Gli Eccellentissimi Dottori Fisici Pietro Maria, e Michel' Angelo Querni, quello in Toscana e quello in Lombardia dopo essersi acquistati un grande applauso, finalmnte ricordevoli della Patria, hanno voluto prestarli un lungo benefizio della loro assistenza, come felicemente seguita tuttavia il secondo dopo l'irreparabile perdita del primo, e del Dottore Nicolò suo figlio morto anch' esso pochi anni dopo del suo Dottorato in detta Professione, come seguì dell'Eccellentissimo Sig. Dottore nell' una, e l' altra Legge Girolamo Tonini suo contemporaneo : Soggetti, che col troppo studiare si pregiudicarono di tutte le fortune, che incontrar potevano in questo Mondo.

Tutti, quanti ho quì annoverati, cominciando dal Reverendiss. P. Querni, parte sono, e parte sono stati a tempo mio : non avendo io voluto inserirvi infiniti altri, che sono stati prima di me, se non quei pochi di sopra. Anzi mi si perdoni, se ne pure ho mentovato tanti altri, che conosco, ed ho conosciuto io proprio illustratori della nostra Patria ; e tuitto questo per fuggire le prolissità, e lasciare, che altre penne supplischino alle mancanze mie.

Non vo per altro, che resti indietro il molto Illustre, ed Eccellentiss. Signor Avvocato D. Luigi Alò, che dopo di aver fatto tutte le sue fortune in Roma, dove anco fini i suoi giorni, lasciò (come per testamento suo rogato Ser Pietr' Antonio Pecichello Notaro Romano del dì 5. Dicembre 1671.) il terzo delle sue Entrate di luoghi di Monti ivi esistenti, alla nostra Venerabile Compagnia della B. V. del Pianto, con questo, che si ritenga per se la Sagristiail quinto, e del resto ne li facci celebrar tante Messe ogn' annno in perpetuo. L' altra somma poi di tutti i Luoghi, e beni, a' suoi Parenti di questa sua Patria : finita la qual descendenza, ordinò non solo alla sudd. Confraternita, quanto a quella del Suffragio, e del Santissimo, che eleggessero  loro nuovo successivo erede. 

Perchè gl' Uomini poi avessero a conoscere che raro talento, fosse questo Signore, bisognerebbe, che avesse potuto restare ubbidito dell' ordine, che lasciò in detto testamento, di doversi far stampare certi suoi Manuscritti  Pro veritate, che li sono stati involati, Dio sa come. 

Santa_Croce_centenario.jpg (32830 octets)

Santa Croce

Ne men posso non encomiare l' Illustrissima, antica Casa de' Sig. Conti Nocetti, che avendo avuto molti Uomini segnalati in Lettere, Arme, e Governi, come ben lo dimostrano i tanti Privilegi, ed Esenzioni concesseli da più Repubbliche, e Principi, che ne parlano anche diversi Scrittori ; non potrei stare sulla promessa brevità, se rammentare gli volessi. E mi restringo solo alla commendazione di Pietro Noceti, che fu Segretario, e familiare del Sommo Pontefice Niccolò V. comeche per di lui mezzo abbiamo una bella Croce d'argento che dentro di se racchiude più Tesori inestimabili delle seguenti, miracolose, e sante Relique, cioè :

Del Legno della Santissima Croce .
Del Monte Calvario .
Del Presepio .
Della Colonna, dove N. S. fu flagellato .
Del Santo Sepolcro .
Del Luogo, ove Cristo ascese al Cielo .
Della Terra, dove Cristo pianse .
Del Luogo, dove risuscitò Lazzaro .
Del Monte, dove Cristo digiunò .
Del Luogo, dove fece la cena ai suoi Discepoli .
Della Terra, dove formò Adamo .
Della circoncisione di N.S.G.C.
Del Luogo, dove nacque la Gloriosa Vergine .
Dove fu sepolta .
Del Luogo, dove fu ritrovata la Croce.
Dove Cristo fu preso .
Del Luogo, dove orò .

Qual Croce fu poi col tempo rinchiusa in altra di gran lunga più maestosa fatta di tante oblazioni d' argenti con i suoi Cristalli d' avanti, per mezzo de' quali si vede l' interiore Prima con tutte le suddette Reliquie : Che a dire il vero non so, se la Divina Bontà poteva arricchire, onorare, e render veramente riguardevole questa nostra Terra con più cospiquo Distintivo di questi preziosissimi Pegni, maggior de' quali ne vanti, se puole, il Mondo.

Qui io riconosco tutto il più sodo fondamento delle nostre Grandezze, e della nostra Gloria, quantunque di sopra avessi avuto a far pompa di Triregni, Porpore, e Scritti. E non solo possiamo, ma anche dobbiamo grandemente pregiarcene. NOS AUTEM GLORIARI OPORTET .

Felici noi, se in quest' angolo del Mondo, tanto remoto da quei Paesi, ove Cristo Gesù operò i più grandi Misteri della nostra Redenzione, riflettessimo, che ci ha dato il modo di poterli quì venerare con tanto comodo, e merito, giacchè riesce così difficile il longo, e pericoloso cammino verso quelle Parti .

Di questa Santissima Croce, che per i passati tempi abbiamo sempre tenuta nell'antica Chiesa Prepositurale del Castello, seguì a dì 13. Settembre 1922. solenne Traslazione nella Prepositura nuova, che fabbricata abbiamo dentro di questa nostra Terra dal 1702. in qua per compimento di tutte le comodità, che bramare potevamo in simil genere.

Ella è tanto bella, grande, e sontuosa la Fabbrica di questo Santuario, che essendosi resa ammirabile a chiunque l' ha veduta, ha fatto, e fa incessantemente esaltare la magnificenza di sua struttura, e Architettura . 

E per non far menzione d' altro, dico, che questo è quel Luogo, che osservatosi per meritevole anco da' nostri Vescovi di Sarzana, lo tengano dichiarato tra i più insigni della loro vasta Diocesi.

Se apriamo il Lessico Geografico del P. Ferrario di Alessandria coll' aggiunta del Baudrand di Parigi, troviamo, che il primo ne scrive così . Bondelia, Banone, sivè Bagnone, teste Moletio, Oppidum Etruriæ inter Carariam, & Apuam, sive inter Apuam, & Fivizanum, inde 6. binc 8. mill. pass. 

Ed il secondo soggiunge : Bondelia , Banone,  Castrum est ad radices Apennini & juxtà amnem cognominem in Valle Macrana sub Dominio Magni Ducis Etruriæ . E così quasi ne scrivano anche i  Calepini sdtampati modernamente in Venezia, e Padova.

Se ne cerchiamonel Libro intitolato UNIVERSUS TERRARUM ORBIS Scriptorum calame delineatus &c. Alphonsi Lasor à Varea, troviamo, Bondelia Oppidum Etruriæ, bodie est Bagnone Castrum Thusciæ juxtà amnem cognominem ad radices Apennini in Valle Macrana sub Magno Duce 4. mill. à confinio dictionis Parmensis in meridiem, & sex ab Apua in ortum . 

E se finalmente lo vogliamo vedere descritto anche in Francese, pigliamo il Supplemento del Gran Dizionario Istorico, intitolato SUPPLEMENT aux Anciennes editions du Grand Dictionajre  Historique, de Mre Louis Moreri &c. stampato, in Astardam 1716. Vi si legge BAGNONE, BANONE, en latin Bagnonum, Bondelia, Bourg de la Toscane en Italie. Il est sur une rivière, qui porte son nom, dans la Vallee de Macra a deux lieves da la Ville de Pontremoli, du cote de l' Orient - Maty Diction .

E per non citare tanti altri Autori, che averei alle mani, questi pochi bastino, e servino di corona alla presente mia Descrizione.

AD LAUDEM DEI, B. V. I.

AC DIVI NICOLAI PROTECTORIS

NOSTRI.

 

S U P P L E M E N T O

Ad alcuni passi della Descrizione 

Istorica di Bagnone .

N quanto all' esprimersi Bagnone in latino Bondelia i

nostri Antenati hanno notato qualmente tal vocabolo è stato posto in disuso, per non essere troppo esgressivo dell' Italiano Bagnone, o Banone, come dicevano anticamente . Ed hanno similmente notato di averlo veduto scritto in greco, colla penultima longa, come ho letto ancor io nel Tesoro Geografico . E siccome pare, che i nostri abbino notato per cosa nuova l' aver veduto con quell' j longo, io ho giudicato, che loro l'avessero sempre proferito per breve : il che pure osservo essersi accentato dal Calepino stampato nel 1718. in Padova, e però anch' io ho posto l' accento longo sull' antepenultima .

I nostri Antichi dunque confermatisi a molti altri Luoghi, che avevano in latino una denominazione oscura rispetto al volgare, mutata non solamente quella, ma eziandio l' istesso volgare in altri nomi da loro stimati più confacevoli, hanno posto in uso perpetuo di dire volgarmente Bagnone, ed in latino Bagnonum, come tutta andiamo praticando.

Nulladimeno, siccome il riscontro di una ben remota antichità è uno dei motivi, per i quali merita lode ogni luogo, massime quando ha avuto l' onore d' esser registrato da qualche celebre Scrittore, o Geografo, conforme dobbiamo noi aver obligazione per questo tatto al gran Maestro Tolomeo ; così non è dovere di lasciarne mai per colpa nostra perire la memoria, vedendola principalmente coltivata da tanti altri Scrittori, come n' ho dato il saggio nel fine dell' antedetta Descrizione : piacendomi pure di restringere simil ricordo in questo verso. 

Me PTOLO Bagnonum MÆUS Bondelia dicit .

Anche questa parola Bagnonum, come che non nota a tutti quelli, che hanno avuto ad esporre in latino Bagnone, è stata variata in diverse maniere . Altri scrissero, e tuttavia scrivono Balneo, nis; altri Banio, nis, come nella vita del nostro F. Franc, Cappuccino; altri Bagnonus, ni, come il Biondo nella descrizione di Toscana, Torrens Baganonus cum Oppido buius nominis altri Bogno, nis, come nell' Italia Sacra in tre luoghi : Primieramente dell' anno 1124. in un documento di pace seguita tra Andrea Vescovo di Luni, ed i Marchesi Malaspina, essendosi virilmente operato a favore della Chiesa di quel nostro Vescovo, col quale si trovò presente  uno di Bagnone per nome Monaco : Monacus de Bagnone . Poi in un diploma di Eugenio III. spedito in Pisa del 1149. a riguardo del Vescovo Gotifredo, nel quale ricevendo sotto alla protezione sua, e di S. Pietro tutti i beni e giurisdizioni di quel Vescovato, delle cui tante Chiese esprimendo solamente alcune poche, tra queste si legge Plebem de Bagnone . 

E così anche in altro simile Diploma d' Innocenzo III. dato in Roma nel 1202. a favore del Vescovo Gualtero, Plebem de Bagnone. Dal che osservino i nostri la distinzione, e preeminenza in cui è sempre stato questo Luogo, ancorche piccolo rispetto a tanti altri circonvicini ivi taciuti : nominando i Pontefici, o la Chiesa del nostro antico Bagnone, o riferendo ad esso la Pieve che resta in villa da noi distante circa un milio e mezzo, quantunque più contigua ad altri Castelli, che in tutti i modi ci riesce di singolar onore la prelazione, goduta sin di quel tempo, che i Marchesi Malaspina non avevano per anche fatto divisione delle Castella di Lunigiana, ma si godevano unitamente tutta la Provincia per indiviso, attesoche dice il Porcari al Lib. 7. e 8.  che dall' anno 1231. seguì la divisione dei Castelli e Terre ta i Marchesi Malaspina Obizzino e Corrado figli del Marchese Guglielmo, e tra tutti due partirono lo Stato, restando però Massa in comune, facendo, che il fiume Magra fosse il termine della divisione. 

A Obizzino toccò di quà verso noi, e a Corrado di là compreso Villafranca. Di Obizzino poi nacquero 5. figli, il primo de' quali fu Alberto, e facendosi nuova divisione, a questo toccò Filattiera, Bagnone, Castiglione ed altre Terre. Da quali lumi io computo, che appena hanno fatto soggiorno attuale continuo per 200. anni I Marchesi del nostro Castello, di cui con tutte le sue adiacenze trattarono poi vendita ai Fiorentini del 1469.

Il sudetto primo documento di pace stabilita del 1124. viene riferito anche per extensum da Lodovico Antonio Muratori Bibliotecario del Sereniss. Rinaldo I. Duca di Modena, Reggio ec. nel suo Libro intitolato DELLE ANTICHITÀ ESTENSI, ed ITALIANE, dove inoltre trovasi nominato Bagnone sotto l' istessa declinazione in un Laudo sopra alcune altre differenze tra il Vescovo di Luni, e Marchesi Malaspina proferito nel 1202. ove si fa menzione delle Terre già godute da' Marchesi d' Este in Lunigiana; nel fine del quale dice: Hæc debeant jurare Domini de Monte magno &c. Domini de Groppo S. Petri, de Bagnone &c.

Nel qual Libro esto Muratori lodando questi paesi, dice. Passiamo ora in Lunigiana, Provincia situata fra la Toscana, e il Genovesato, consistente bensì per la maggior parte in Montagne di la dall' Appennino, ma però in Montagne fertili, e sommamente dilettevoli al guardo, per la gran copia degl' Uliveti, delle Vigne, e de Castagneti, e doviziosa per molte belle Valli, e pianure da me vedute negl' anni 1714. e 16. 

La cagione poi per la quale tanto era che dire tra i Vescovi di Luni, ed i Malaspina m' imagino, che sara stata per causa di Giurisdizione, potendosi arguire da questo, che anticamente (come si legge nell' Italia Sacra) i nostri Vescovi per concessione degl' Imperatori, e Rè Italiani esercitavano il mero, e misto Impero tanto in Sarzana, che nel territorio Lunense, e si chiamavano Principi e Vescovi di Luni.

Avendo io alquanto discorso dei Malespini, siccome molti sono curiosi di sapere la denominazione, ed origine di questo nobilissimo Casato, ne voglio dar quivi succinta notizia secondo il Porcacchi al Libro III. ed è che Giustiniano Imperatore con suo privilegio dell'anno 562. primo Agosto, dichiarò Accino Malaspina Marchese con tutti i suoi discendenti. E questo Accino fu quello, che si acquistò il cognome di Malaspina con ammazzare il Rè di Francia 

Teodoberto con una spina o pugnale per gl'orecchi, trovandosi con esso a caccia, e gettandolo in uno spinaio, e ciò fece per vendicarsi dell' ingiuria riceuta dal detto Rè che aveva ucciso Ilduino padre di detto Accino, il quale prima si chiamava di Casa Ottavia, e prima di Casa Ottavia si chiamavano i suoi antenati di Casa Marzia : essendo appunto trà quegl' antichissimi Ascendenti annoverato dal citato Autore, quel Q. Marzio, che ebbbe quella sì famosa sconfitta quassù in Marzo secondo l' Istoria che ho portato di Tito Livio : la quale pure ho veduto riferita dal P. Giacomo Saliano della Compagnia di Gesù nel suo Volume intitolato  Annalium Ecclesiasticorum veteris testamenti epitome dove similmente poco più oltre cioè 179. anni avanti la Nascita del Signore leggesi un' altra bellissima memoria di questi paesi di noi Liguri Apuani pienissimamente abitati sino dall' allora, che poi in un tratto furno tutti abbandonati, e derelitti della nostra gente, non a forza di guerra, ma di convenzione intavolata nel modo seguente . 

Ligures porro Apuani post multa antiquas clades fese Populo Rom. hoc anno sine certamine dedidere oppressi inopinato Cornelii, & bebis Proconsulum adventum &c. Isti autem Apuani ex avitis sedibus, ac montibus senatus autoritate, suaso Proconsulum abducti sunt, quod negarent ullum alioqui Ligustini belli finem fore. Gravis erat Liguribus ista trasmigratio, eamque per legatos sæpè deprecæti sunt . Stetim tamen senatus in sententia, cui illi, acceptis 150. millibus sestertium, quibus sibi de habitatione providerent denique paruerunt . 

Traducta sunt publico sumptu ad 40. millia liberorum Capitum, & traslata in agnum Samnitium, qui Tarausinorum fuerat, quem idem Proconsules, qui traduxerunt, eis diviserant, &c. È qui con intenzione di dar col tempo altre più belle notizie, in tanto mi riposo, facendo per ora 

I L   F I N E .

 
A  G  G  I  U  N  T  A
  N  ordine al dubbio da me formato a c. 29, se per le 

parole Plebem de Bagnone debbasi intendere la Chiesa del nostro antico, e ormai quasi diroccato Castello, o pure la Pieve di S. Cassiano, che ci resta in lontanaza d' un miglio, e mezzo, ho trovato nel libro de' Statuti de' Signori Canonici della Cattedrale di  

Sarzana una Costituzione di Papa Nicolò V. dell' Anno 1453. sottoscritta dal nostro Pietro Nocetti suo Segretario, dentro la quale vedesi riferita e confermata altra Bolla di Gregorio VIII. data in Pisa del 1187. ove confermando al capitolo Lunese molte rendite, e giurusdizione, che aveva sopra diverse Chiese, tra queste si legge in Plebe S. Cassiani de Bagnone : dal che conoscendosi apertamente, e a tutto nostro favore sciolta la difficoltà, ci resta puramente autenticata 

la maggioranza, che fino ab antiquo ha sempre goduto il nostro Luogo tra gli altri del paese; attesoche come è manifesto, essendo la detta Pieve più vicina a Castiglione, ed altri Castelli, e avendo come Matrice, avuto subordinate molte altre Parrocchie, ad ogni modo ssi vede sempre chiamata Pieve di Bagnone : e ciò probabilmente fino dalla sua fondazione, che per essere così mentovata da' Pontefici ad esclusione di tante altre, fa pensare, e prime Chiese erette in quelle parti.

Tra gli altri Arcipreti, che hanno molto beneficato, e onorato questa nostra Pieve io noto il Sig. D. Gio. Battista Sarti di Bagnone, il quale, oltreche era Cittadino di Reggio, Dottore dell' una e dell' altra Legge, e Protonotario Apostolico, fu anche Cappellano d'onore dall' Eminentiss. Sig. Card. Carlo Medici .

Ma io nel riandare le Memorie de' più remoti Secoli, trovo, che questo merito d' esser Luogo principalmente nominato, lo trasse fino, dirò così, dal suo primo essere . Imperoche avendo i Castelli di queste Vicinanze servito già una volta di Colonia a quei di Fiesole, si trova solo nominato Bagnone come Capo di essa Colonia sotto il suo antico vocabolo Bondelia nel Libro intitolato Etbruscarum antiquitatum Fragmenta stampato in Francfort 1637.

 

I L   F I N E  A

 

B I O G R A F I A

  L Sacerdote, Domenico Cattaneo (Bagnone 1696 - ivi 

1759), fu autore della prima storia di Bagnone data alle stampe, pubblicata nel 1726, a Massa, per i tipi di Giambattista Frediani, con il titolo di Istorica descrizione  dell’insigne terra di Bagnone antico e moderno, compendiata dal Signor D. Domenico Cattaneo a puro oggetto di non lasciare mancare a’ Posteri del Luogo nuovi Esempi, ed Incentivi di sempre propagare il loro buon Nome. Dedicata al Merito Sublime del Reverendissimo Padre D. Guido Grandi Professore delle Scienze Matematiche nell’Alma Università di Pisa e Abbate degnissimo de’ Monaci Camaldolesi di S. Michele in Borgo di detta Città, e Signore dell’Isola di Monte-Cristo &c.  

La sua famiglia proveniva da una località chiamata Bosco: suo nonno Pietro Cattaneo (1634-1706) nei documenti dell’epoca denominato magister, si era trasferito a Bagnone tra il 1665/1666 e il 1675. Nel 1690 comprò una casa di due stanze “alla Pialastra”, permutata poi, con aggiunta di denaro, nel 1697, con uno stabile di sei stanze “dalli fondi sino al cimo” che sorgeva in luogo chiamato “al Ponte di S. Caterina” (il ponte sul torrente Mangiola), antico edificio che Domenico ci indica abitato fin dal 1462. I Cattaneo a Bagnone si dedicarono, almeno a partire dagli inizi del 1700, alla mercatura: è Domenico a segnalarcelo ricordando “… quella bottega, dove stavo da fanciullo, che la tenevamo a pigione da quelle donne Querni del Pasqua …”.

Intorno al 1735 la famiglia possedeva, in Bagnone, la casa “al Ponte”, che negli anni, grazie a migliorie e ampliamenti, era divenuta di 16 stanze, una casa in “Piazza”, una casa a “Santa Maria” con essa confinante, acquistate tra il 1732 e il 1733, e diverse botteghe: “… al ponte … stanza che abbiamo dietro alla bottega” , “ … bottega nel borgo di Bagnone abbiamo, la quale ci fu assegnata …”, “bottega nella Piazza di Bagnone, che ho comprato …”. I Cattaneo, o Cattani, come appare in alcuni documenti, erano dunque agiati commercianti, che, oltre ai beni sopra elencati, possedevano orti, campi e terreni boschivi a Bagnone (“… ed alle 20 me ne vado all’orto della Mangiola …”), a Malgrate, a Collesino;

 

FONTE BIOGRAFICA

ARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI BAGNONE

Segreteria di rete.

Responsabile: Francesca Guastalli - Archiviste: Monica Armanetti, Paola Bianchi .
Tel. 0187.427834 - Fax 0187.429210   E-mail: biblioteca@comune.bagnone.ms.it

 

Autori che hanno aiutato tutta la Narrazione.

Abrahami Ortelli Antuerpiani Thefuur, Geograph.

Annalium Ecclesiasticorum P. Jacob Saliani Societ. Jesu.

Annalium Sacri Ord. Fratr. Serv. B. M. V.
Blondi Flavii Foroliviensis &c.
Calepini Moderni .
Cosmi Philosophici Frider Giannetti Albianem. Tom III.
Istoria d' Italiadi F. Leandro Alberti, che nomina il nostro Mario Querni Malvezzi anche dove parla di Soragna Castello .
Italia Sacra, sive de Episcopis Italiæ &c.
Lexicom Geographicum  .
Lodovico Antonio Muratori dell' antichità Estensi &c.
Pratica del Savelli .
Tomaso Porcacchi sopra l' Ist. de Malaspina .
Tito Livio .
Tolomeo .
Universus terrarum Orbis &c.
Supplement du grand Dictionajre historiq, &c.
Theatrum Orbis Terrarum , Atlas nonus. P. tertia .
Scipione Ammirato Jstorico Fiorentino .
Ethruscarum antiquitatum Fragmenta à Curtio Inghiramio reperta Scornelli propè Vulterram  .

- Imprimatur - Fr. Jo. Franc. Arrighius Commiss. S. Off. Massaæ, & Carrariæ .

- Imprimatur -  Joseph Guerra Massa Abbas pro Illustriss. & Reverendiss. D. D. Episcopo .
Scipio Comes de Jandominicis pro S. C. Sereniss.

Foto
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Altare S. Maria
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Altare S. Maria
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Madonna del Pianto
 NOTE :
(1) - Oggi questa località è detta : "I mulini di Marzo".
(2) - Mura oggi, sotto la casa Bazzali, a San Rocco.
(3) - Si tratta delle mura di sostegno ai terreni della Pialastra.

 

MEMORIA  DELL’ANNO 1785

Madonna del Pianto

Il di 18 di Dicembre, giorno di Domenica, fu trasferita alla Parrocchia di San Nicolò di questa terra, detta la Chiesa Nuova, la sempre miracolosa ed antica immagine detta Beata Vergine del Pianto, che si conservava nell’ Oratorio di Santa Maria, (nell' antica Guttula. n.d.a.), con grande concorso di Popolo, tutti con le lacrime agli occhi, escendovi (così si interpreta. n.d.a.) tutti confratelli della Compagnia di Carità, con suo candelo acceso in mano, tutto il Clero, con il Proposto e vari fratelli che portavano la Sacra Immagine aiutando ancora  a portarla dei Preti, essendo la Immagine con masso di muratura molto pesante.

Nel 1400 per il gran concorso, che aveva la detta miracolosa Immagine della Madonna del Pianto quivi adora (..............parola illeggibile n.d.a.) lasciando il vecchio Castello, cominciarono a fabbricarvi nuove abitazioni a Guttula.

        Verso le ore quattro pomeridiane entrò nella Chiesa Nuova la devota Immagine nel giorno sopra citato.

 -  N.B.

Questa memoria è scritta a mano da un Ignoto in una pagina alla fine del volume, non poteva essere stato il Cattaneo, che era deceduto nel 1759 :

Istorica Descrizione dell’Insigne Terra di BAGNONE, compendiata dal Signor D. Cattaneo – In Massa MDCCXXVI (1726) – 

La copia in mio possesso credo provenga dalla Biblioteca Comunale G. B. Cartegni di Bagnone. Io ne posseggo una fotocopia, come ho potuto sopra tascrivere, copiandola alla lettera e mi è pervenuta dall' Archivio Storico del Prof. U. Pagni di Bagnone.

  RUGgGIO - 2003

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Pubblicato il 15 marzo 2007

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