Aggiornato il 26-03-2006

Comune di 

Villafranca L.

Lo stemma

Galleria fotografica

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Il rudere
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La porta sud, accesso al borgo di "Lealville" oggi

Villafranca in Lunigiana

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Il campanile di 

S. Nicolò

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Il comune
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Il borgo
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Le zangole
CENNI STORICI

Per le vicende delle quali fu al centro e per la sua importanza strategica, si tratta di uno delle fortificazioni di maggior interesse di tutto il comprensorio della Lunigiana storica, ma oggi dell'antico castello di "Malnido" non restano che i ruderi ricoperti da vegetazione di alberi e rampicanti.  

Separato fisicamente dal borgo alla fine dell'Ottocento con i lavori di costruzione della linea ferroviaria Parma-Spezia e semidistrutto dai violenti bombardamenti aerei nel corso della seconda guerra mondiale, il castello di Villafranca si mostra oggi come un cumulo di detriti. 

Le origini del castello di Malnido risalgono al cuore del Medioevo, attorno all'XI-XII secolo, quando alla confluenza tra il fiume Magra e il torrente Bagnone si costituì una forma organizzata di controllo dei traffici soprattutto in funzione dei guadi dei due corsi d'acqua.

Nel 1164, in un diploma dell'imperatore Federico Barbarossa al marchese Oberto Malaspina, il presidio è indicato come "castrum cum curia". Verso la fine del XII secolo il castello di "Malnido" si contrapponeva al borgo di Villafranca, ricordato per la prima volta nel 1191 come "Lealville", luogo di asilo e di mercato con condizioni giuridiche particolarmente favorevoli.  

Il borgo di Lealville, oggi  borgo di Villafranca, strutturato linearmente lungo la via romea,  terminava nella piazza del mercato, in prossimità del castello costituito probabilmente da un grosso volume cubico, diviso all'interno in tre vani sovrapposti, posto a chiusura del borgo commerciale di Villafranca, là dove si trovava anche l'antica chiesa di S. Nicolò.

Nel 1221, al momento della divisione dell'originario feudo Malaspina, nonostante si trovasse alla sinistra del fiume Magra, Villafranca venne conservata annessa ai territori alla destra del fiume, quelli dello "spino secco" nel feudo che faceva capo all'antica capitale Mulazzo. Quando, nel 1266, il feudo venne ulteriormente smembrato, Villafranca divenne la capitale di uno dei tre feudi che si costituirono.

Comprendeva, tra i suoi territori, anche i castelli di Tresana, Castevoli e Lusuolo e nel corso dei cento anni successivi si ingrandì ulteriormente fino a quando, nel 1355 la divisione tra i fratelli Federico II e Azzone Malaspina portò alla nascita dei due feudi distinti di Villafranca e Lusuolo. Il XV secolo vide il castello di Villafranca al centro di numerosi interessi strategici e passare sotto il dominio della famiglia genovese dei Campofregoso alla quale fu strappato dagli Sforza che portarono il feudo sotto il controllo di Milano.

Nel 1547 si verificò l'ennesima divisione all'interno dei Malaspina nei due rami di Castevoli e di Virgoletta, ma l'introduzione del principio di primogenitura e di indivisibilità del possesso di Villafranca fece sì che le due famiglie ne avessero diritto al governo in anni alterni.

Iniziò così un periodo di relativa tranquillità e prosperità per Villafranca che fece registrare un certo benessere economico che ben si evidenziò anche nella costruzione di palazzi signorili. Il dominio dei Malaspina venne definitivamente interrotto nel 1797 quando anche in Lunigiana si abolì il regime feudale. Da registrare, in questi anni, anche importanti modificazioni urbanistiche come lo spostamento all'esterno del borgo della strada e la ristrutturazione della chiesa di S. Nicolò, ridotta poi in rovina dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e definitivamente demolita negli anni successivi; a testimoniare la sua antica presenza resta soltanto il campanile.

LICCIANA FEUDO DI VILLAFRANCA

Fu Licciana un marchesato dei Malaspina di Villafranca, che costituiva insieme con Panicale un piccolo feudo. Nel 1481, cinque fratelli nati da Giovanni Spinetta Marchese di Villafranca si divisero il retaggio, e divennero titolari dei marchesati di Bastia, di Licciana, di Suvero, di Podenzana e di Terrarossa. 

Licciana, Panicale ed altre villate essendo toccate a Jacopo uno dei 5 figli di Giovanni Spinetta,  nel 1549 ottenne un diploma d'investitura del suo feudo dall'Imperatore Ferdinando I. 

Nel 1573 successero al marchese Jacopo i di lui figli: Cornelio, che non ebbe prole mascolina, e Alfonso, che lasciò il marchesato di Licciana al di lui figlio di nome Obizzo.
Nel frattempo il marchese Giulio Cesare Malaspina in proprio e per conto del Marchese Orazio suo fratello, nel 1620, offriva al Granduca Cosimo II ed ai successori nel Granducato di Toscana, salvo il beneplacito Cesareo, il marchesato e territorio di Licciana appena gli fosse pervenuto in eredità, alla morte del marchese Obizzo che nel frattempo era senza prole. 

La quale offerta fu ratificata dal marchese Orazio, e quindi dai due fratelli nel 1625 confermata al Granduca Ferdinando II, salvo sempre l'assenso dell'Imperatore.
Ma tali disposizioni non ebbero effetto, perchè il marchese Obizzo di Licciana, lasciò il marchesato a Jacopo II, nato suo figlio. 

Questi ebbe da Bianca Rangoni sua moglie un Obizzo II, che alla morte del padre (anno 1660) successe nel marchesato di Licciana; e quindi, nel 1704, il nato da quei coniugi, Jacopo Antonio. 

Questi ebbe, e quindi nel 1746 lasciò il feudo a tre figli; l'ultimo dei quali, Ignazio, nel 1778 subentrò ai morti fratelli nel dominio del marchesato, e con lui si estinse la linea dei Malaspina.

LE STRADE

Il borgo, sviluppatosi sul tracciato della via Francigena o Romea, conserva tracce di fortificazioni e interessanti particolari costruttivi dell'edilizia urbana medievale: portali, botteghe, finestre, passaggi voltati. Suggestivi ed imponenti i ruderi del Castello malaspiniano di Malnido. Da visitare, il Museo etnografico della Lunigiana, allestito negli spazi suggestivi dei quattrocenteschi mulini della comunità di Villafranca, illustra attraverso ricche raccolte le attività agricole ed artigianali, gli usi, i costumi e le tradizioni della valle di Magra. 

Nella foto a fianco, le zangole per il burro.  Nelle vicinanze del museo, la chiesa di San Giovanni Battista (XII-XV secolo) e la chiesa e convento di San Francesco con il chiostro (XVI secolo), e due pregevoli terrecotte della scuola dei Dalla Robbia. 

Per il tempo libero, il complesso Villasport, in via delle Piscine, é attrezzato con campi da tennis, piscina olimpica con trampolino, piscina per bambini, il tutto immerso nel verde di un ampio castagneto detto "la selva", luogo ove Dante, meravigliato così lo descrisse: "selva oscura ove la diritta via avea smarrita". 

Sul territorio di Villafranca in Lunigiana, da visitare il Castello di Malgrate e il Castello di Virgoletta, vedasi descrizioni separate.

ITINERARI

Come arrivare: 

- Autocamionale A15 uscita Aulla, le indicazioni per Villafranca L. seguendo la SS62 della Cisa direzione nord. 

- Autocamionale A15 uscita Pontremoli, le indicazioni per Villafranca L. seguendo la SS62 della Cisa direzione sud. 

- Con la ferrovia si arriva alla Stazione di Villafranca-Bagnone, però non tutti i treni si fermano. 

Via dei Mulini, 71 - Villafranca Lunigiana (MS)
Tel. (0187) 493 417 e
(0187) 494 400 - Fax (0187) 493 526 

orario invernale: 09:00 - 12:00 / 15:00 - 18:00
       orario estivo: 09:00 - 12:00 / 16:00 - 19:00

VISITATE I CASTELLI DELLA LUNIGIANA

Pubblicato il 10 Marzo 2006