Aggiornato il 02-04-2006

Comune di Pontremoli

 
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IL Castello

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Veduta aerea

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Panorama
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Veduta notturna
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Scorcio
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Interno
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La torre
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Veduta
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Veduta
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Veduta
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Interno

Link sul Museo

del Piagnaro

http://www.lunigiana.com

/pontremoli/stele.

IL PIAGNARO

Il Castello del Piagnaro di Pontremoli, eretto su una collinetta elevata rispetto al Borgo, era la porta d'entrata dell'Appennino e della Valpadana. Pontremoli a 235 m s.l.m. si trova infatti in una posizione strategica di grandissima importanza, alla confluenza delle Valli del fiume Magra e del torrente Verde.  Caposaldo ove le antiche vie di comunicazione per le strade dei passi della Cisa, del Brattello, del Rastrello e del Cirone, possono essere facilmente controllate.

Costruito intorno al mille o forse prima, dalla famiglia Alberti di origine Longobarda, come avamposto militare, fu sempre adibito a residenza militare al controllo dell'andirivieni della Lunigiana.

La roccaforte era  inizialmente costituita di sola torre di avvistamento come punto di riferimento e di controllo per la viabilità. 

NOTE STORICHE

Pontremoli, sicuramente di origine longobarda, è ricordata per la prima volta in un documento del 990. Nei secoli XII e XIII ebbe proprie istituzioni comunali, ma a partire dalla fine del duecento, indebolita all'interno dalle lotte fra guelfi e ghibellini e insidiata dagli stati vicini a causa della sua posizione nell'unica gola di facile accesso in Lunigiana, fu soggetta al dominio di numerosi signori italiani e stranieri.

Conquistata dai Malaspina nel 1319 e dagli Antelminelli nel 1322, nel 1331, fu venduta da Giovanni di Boemia a Mastino della Scala, signore di Verona, a cui fu sottratta nel 1339 dai Visconti di Milano. Questi dovettero a loro volta cederla nel 1404 ai Fieschi di Genova, ma ne rientrarono in possesso nel 1433 con la pace di Ferrara. 

Dal 1450 al 1500 dipese dagli Sforza, divenuti duchi di Milano, mentre alla loro sconfitta nella guerra con la Francia passò a questa fino al 1522. Nel 1526 si sottomise a Carlo v per cui fu governata prima attraverso i Fieschi, poi direttamente dalla Spagna fino al 1647, quando fu venduta alla republica di Genova. Revocato l'atto di vendita da Filippo IV tre anni dopo, entrò a far parte del granducato di Toscana al quale rimase, tranne il periodo della dominazione francese, fino all'unità d'Italia. 

Il nome del castello "Piagnaro", deriva dal materiale che abbonda nella collina sul quale é stato costruito, dalle "piagne", le lastre di arenaria che servivano per coprire le costruzioni.

Più in basso un secondo nucleo di età posteriore comprende una serie di costruzioni con il tipico aspetto di caserma, utilizzate probabilmente per la residenza dei governatori e per l'alloggio delle truppe. L'ampia terrazza fronteggiante la valle corrisponde all'antica "batteria"  munita di cannoni, con un campo di tiro rivolto quasi esclusivamente verso l'abitato.

I violenti contrasti tra le due parti furono all'origine della costruzione della fortezza di Cacciaguerra, voluta da Castruccio Castracani nel 1322, articolata in tre torri collegate da una cortina muraria, ancora oggi individuabili nel campanile del duomo e nella torre isolata dell'Orologio, detta anche torre di Castruccio: gli ampi spazi lasciati liberi ai lati della fortezza sono stati trasformati nella piazza del Duomo e nella piazza della Repubblica, con la torre civica "il Campanone".

La terza fase di sviluppo del borgo corrisponde all'occupazione della riva sinistra del Magra a partire dalla fortezza di Castelnuovo, nei pressi del teatro della Rosa, fino a porta Fiorentina.

Il sistema difensivo del borgo è articolato attorno a numerose opere fortificate, con una cinta muraria munita addirittura di sette porte, in cui emergono i principali capisaldi del castello del Piagnaro e delle fortezze di Cacciaguerra e di Castelnuovo.

Il castello rimase tale fino al 1790, anno in cui il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo donò alla comunità l'ultimo cannone che ne muniva i bastioni perchè con il bronzo fosse costruita una campana della torre civica.

Per secoli il castello del Piagnaro é stato il punto centrale della difesa del borgo murato di Pontremoli, più volte distrutto ad opera di truppe imperiali e dagli stessi pontremolesi per le discordie interne. Ma fu sempre ricostruito per l'importanza strategica della sua posizione nei traffici commerciali medievali.

L'organismo urbano di Pontremoli si è sviluppato attorno al "pons tremulus" nei limiti angusti della stretta lingua di terra compresa tra il Magra e il Verde, tra porta Parmense a nord e porta Fiorentina a sud, seguendo le alterne vicende storiche di cui è protagonista la città.

All'interno del castello del Piagnaro ha sede il museo delle statue-stele.

Il Museo, raccoglie in originale o in copia tutte le statue stele della Lunigiana: singolari sculture antropomorfe, maschili e femminili, in pietra arenaria, innalzate dalle antiche popolazioni che hanno abitato la valle nei due millenni prima dell'arrivo dei Romani. Diverse le interpretazioni sul loro significato e finalità:  l'idolo femminile ricorda la dea madre mediterranea, simbolo della vita e della fertilità in tutte le religioni naturali precristiane; le statue maschili, generalmente armate, volevano forse celebrare degli eroi o soltanto dei capi tribù divinizzati dopo la morte. Vanno dal secondo millennio a.C. fino al V secolo a.C.

Prima di lasciare Pontremoli è d'obbligo una breve visita al complesso della Santissima Annunziata nel borgo omonimo lungo la riva sinistra del Magra.
Al posto dell'ospedale e del successivo lebbrosario altomedievale di San Lazzaro, durante il XV secolo vennero costruiti l'attuale chiesa, dove è conservato l'ottagonale tempietto marmoreo attribuito al Sansovino, e il convento, con i due grandi chiostri quadrangolari dalle eleganti volte a crociera su colonne e peducci in pietra, nel quale fu impegnato Martino da Lugano.

Per la sua importanza, nel 1713 il complesso è rappresentato distintamente dalla città di Pontremoli nella carta di Matteo Vinzoni, conservata all'Archivio di Stato di Genova, redatta in occasione di una delle secolari dispute sui confini del capitaneato di Levante tra "la Repubblica di Genova, il Pontremolese e i Signori Marchesi di Suvero e Villafranca, Stato di Toscana".
Attualmente il convento è sede distaccata dell'Archivio di Stato di Massa e della Fondazione "Città del Libro". Pontremoli é sede del noto premio letterario il "Bancarella".

Da visitare a Pontremoli oltre che il castello del Piagnaro e il Museo delle statue stele e il Duomo. Pontremoli per secoli è stata sede vescovile solo recentemente unificata alla diocesi di Massa-Carrara.

Da:  www.lunigiana.it e  www.toscanabella.com

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 Statue stele 

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 Statue stele 

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Stele di Treschietto

Museo del Piagnaro 

Le statue-stele, innalzate in Lunigiana in un periodo molto lungo che va dalla tarda preistoria alla romanizzazione, sono monumenti di diversa tipologia, alcuni legati a un processo di schematizzazione o astrazione, altri tendenti ad una rappresentazione realistica, ed esprimono una concezione magico-religiosa dell'esistenza.

Riscontri si trovano sulle rive del Mar Caspio, in Romania, in Svizzera, in Corsica, in Francia, nella Penisola Iberica, in Sardegna, nella Val Camonica, in Puglia, in Valtellina e in Alto Adige: un'area di diffusione molto vasta, nella quale coesistono statue antropomorfe femminili e maschili. L'idolo femminile ricorda la Dea Madre mediterranea, simbolo della vita e della fertilità ; quella maschile, spesso contraddistinta dalla rappresentazione delle armi (asce e pugnali), una divinità protettrice.

Il significato, la finalità, la zona di origine, la stessa cronologia delle statue-stele sono problemi tuttora aperti in quanto il ritrovamento è sempre avvenuto fuori del terreno archeologico.
Il Museo del Piagnaro raccoglie tutte le statue-stele della Lunigiana, in originale o in copia; il menhir di Tramonti, una pietra subpiramidale ritrovata sulle colline che chiudono ad Occidente il Golfo della Spezia, è presente in una gigantografia, alla sommità della scala, quasi a riallacciare la statuaria antropomorfa al fenomeno megalitico vero e proprio.

   Da: www.lunigiana.com/pontremoli/stele.htm

VISITATE I CASTELLI DELLA LUNIGIANA

Pubblicato il 10 Marzo 2006