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IL PAESE
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Pastina
è una frazione del Comune di Bagnone, in dialetto rimane Pastina;
è un nome di derivazione latina "Pastinum" che
significa "terreno lavorabile con la marra".
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Antico
borgo murato, sono evidenti i resti della torre di avvistamento,
sulla cima della collina retrostante Bagnone, altezza di m 476
s.l.m., dalla cui sommità si domina tutta la valle del Magra,
da Villafranca a Filattiera e tutta la valle sud del torrente
Bagnone.
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Fu
abitato nel XIII secolo da una congregazione di Frati
Agostiniani, con mansione di amanuensi delle leggi per conto
dello Jus fiorentino di Castiglione del Terziere.
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CENNI
STORICI
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La
collina scoscende sul lato nord e ovest al Torrente
Mangiola e si inerpica ad est sino al monte Barca ed a quello di
S. Antonio a circa mille metri di altezza; antichi castellari
di rifugio e di protezione.
Sorge
il paese di Pastina in zona boscosa, prevalentemente di
castagneti, che è detta
la
selva
di Pastina, dall’antico saltus,
zona
questa dove
nasce il fungo porcino.
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"Sul
registro delle decime, tra le Cappelle alle dipendenze della Pieve
di Bagnone (Pieve dei SS. Ippolito e Cassiano), già nel
1236, troviamo quella di Pastina, che allora non era ancora una
parrocchia autonoma, mentre la vicina Pieve era una delle più
inportanti della Lunigiana e della Diocesi di Luni/Sarzana".
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"Nel
panorama
di Pastina, sullo sfondo l'Appennino"
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Quando
si è formato il feudo Malaspiniano di Bagnone, dopo il
1351, data di spartizione del feudo di Filattiera, la
borgata di Pastina è stata fortificata nella parte
attorno all’attuale torre campanaria, punto dal quale
si poteva dominare tutta la valle sottostante; ruderi di
antiche fortificazioni sono tuttora visibili.
Pastina
era conglobata nella parrocchia della Pieve dei SS.
Ippolito e Cassiano
.
Importanti
sono stati a Bagnone i "moti di Pastina" che
hanno favorito il cambiamento politico del Feudo di
Bagnone.
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L'origine
delle rivolte degli abitanti di Pastina, era dovuta al
malcontento che si era da tempo creato circa l'uso degli
impianti ed i costi della macinazione, che il Marchese
aveva imposto sui sudditi ed in particolare su quelli di
Pastina, maggiori utilizzatori dei mulini
di Bagnone.
Le
manovre politiche, aiutate dal sobillatore Fantuzzo,
portarono i pastinesi a ribellarsi al Marchese e a
sostenere l'annessione con Firenze. Azione che è stata
accolta con simpatia dal Granduca che ha concesso alla
popolazione di Pastina tante considerazioni future
sull'uso del mulino e sui costi di macinazione.
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“…l’ultimo feudatario di Bagnone fu il Marchese Cristiano
Malaspina, primogenito del Marchese Giorgio, uomo
assai stimato dai suoi conterranei. Il Marchese
Cristiano amareggiato dai tentativi del fratello Eduardo
di volergli usurpare il potere, e dai moti del
popolo, in particolare da quello di Pastina,
di volersi sottrarre alla sua autorità, a ciò istigato
da certo Corrado del Buono originario di Filattiera
soprannominato Fantauzzo, ed in fine anche dai segreti
maneggi del Granducato di Toscana che già aveva
ricevuto in accomandigia il feudo di Bagnone e del quale
ora aspirava all’annessione.
Il Marchese quindi
decise di liberarsi della situazione accennata,
divenuta per lui insostenibile, col vendere
ai Fiorentini il Feudo e le terre dipendenti, in
cambio di 8.000 fiorini d’oro".
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Il
Feudo passerà nel 1471
sotto il dominio di Firenze.
La potestà fiorentina durerà sino al 1526,
quando i Noceti sono
immessi nel possesso della Rocca di Bagnone.
[Vedi "Il
Gurguglione" - Fascicolo Iº - La fine dei
Malaspina.]
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La
parrocchia autonoma verrà istituita solo nella seconda
metà del 1500, e sarà dedicata a San Tommaso Apostolo.
La
storia del paese è legata a quella di Bagnone.
A Pastina furono esuli fiorentini, i Bicchierai,
che dovettero trovare rifugio in un casolare nelle
vicinanze di Pastina, che da allora prese il nome di
« Bicchieraia » dal cognome della famiglia
che, appena si furono calmate le acque, scese e si fermò
a Bagnone, dando inizio alla famiglia Bicchierai che
tanta parte ebbe nella vita pubblica del sorgivo Comune
di Bagnone. Discendenti ricordiamo Antonio
Bicchierai, deputato al parlamento Toscano; Tommaso
Bicchierai, noto direttore d’orchestra a Milano
ed il figlio Mons. Giuseppe
Bicchierai dell’Arcivescovato Milanese.
[Vedi
il "Gurguglione", fascicolo IVº - al
paragrafo18].
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| ITINERARI |
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Come
arrivare:
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Autocamionale A15 uscita Aulla, seguendo la SS62 della Cisa, indicazioni per
Villafranca L. quindi a detra per Bagnone, seguendo per 5 km la strada
provinciale. Da Bagnone continuare per la frazione di
Pastina che dista 3 km.
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Autocamionale A15 uscita Pontremoli, seguendo la SS62 della Cisa,
indicazione per Villafranca L. quindi incrocio a sinistra per
Bagnone, seguendo per 4 km la strada provinciale. Da Bagnone
continuare per la frazione di Pastina che dista 3 km.
Ferrovia,
Parma-Spezia, stazione Villafranca-Bagnone, poi con mezzi
pubblici, corriera o taxi; da notare che non tutti i treni si fermano.
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| "
Ottima |
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cucina
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| nostrana" |
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