Aggiornato il 07-04-2006

Comune di Bagnone

Lo stemma

Galleria fotografica

 Antichi limiti murari
Il borgo da lontano
Il panorama
Il campanile e castello
Il campanile e castello
La chiesa
La porta del borgo
IL PAESE

Pastina è una frazione del Comune di Bagnone, in dialetto rimane Pastina; è un nome di derivazione latina "Pastinum" che significa "terreno lavorabile con la marra".

Antico borgo murato, sono evidenti i resti della torre di avvistamento, sulla cima della collina retrostante Bagnone, altezza di m 476 s.l.m., dalla cui sommità si domina tutta la valle del Magra, da Villafranca a Filattiera e tutta la valle sud del torrente Bagnone. 

Fu abitato nel XIII secolo da una congregazione di Frati Agostiniani, con mansione di amanuensi delle leggi per conto dello Jus fiorentino di Castiglione del Terziere.

CENNI STORICI

La collina scoscende sul lato nord e ovest al Torrente Mangiola e si inerpica ad est sino al monte Barca ed a quello di S. Antonio a circa mille metri di altezza; antichi castellari di rifugio e di protezione.       

Sorge il paese di Pastina in zona boscosa, prevalentemente di castagneti, che è detta la selva di Pastina, dall’antico saltus, zona questa dove nasce il fungo porcino.

Nella «Pastina di Bagnone» di Carlo Brunelli, si legge una recente ricerca svolta negli archivi parrocchiali, e così scrive l'autore: 

"Sul registro delle decime, tra le Cappelle alle dipendenze della Pieve di Bagnone (Pieve dei SS. Ippolito e Cassiano), già nel  1236, troviamo quella di Pastina, che allora non era ancora una parrocchia autonoma, mentre la  vicina Pieve era una delle più inportanti della Lunigiana e della Diocesi di Luni/Sarzana".  

"Nel panorama di Pastina, sullo sfondo l'Appennino"

Quando si è formato il feudo Malaspiniano di Bagnone, dopo il 1351, data di spartizione del feudo di Filattiera, la borgata di Pastina è stata fortificata nella parte attorno all’attuale torre campanaria, punto dal quale si poteva dominare tutta la valle sottostante; ruderi di antiche fortificazioni sono tuttora visibili. 

Pastina era conglobata nella parrocchia della Pieve dei SS. Ippolito e Cassiano .

Importanti sono stati a Bagnone i "moti di Pastina" che hanno favorito il cambiamento politico del Feudo di Bagnone.

L'origine delle rivolte degli abitanti di Pastina, era dovuta al malcontento che si era da tempo creato circa l'uso degli impianti ed i costi della macinazione, che il Marchese aveva imposto sui sudditi ed in particolare su quelli di Pastina, maggiori utilizzatori dei mulini di Bagnone.

Le manovre politiche, aiutate dal sobillatore Fantuzzo, portarono i pastinesi a ribellarsi al Marchese e a sostenere l'annessione con Firenze. Azione che è stata accolta con simpatia dal Granduca che ha concesso alla popolazione di Pastina tante considerazioni future sull'uso del mulino e sui costi di macinazione. 

“…l’ultimo feudatario di Bagnone fu il Marchese Cristiano Malaspina, primogenito del Marchese Giorgio, uomo assai stimato dai suoi conterranei. Il Marchese Cristiano amareggiato dai tentativi del fratello Eduardo di volergli usurpare il potere,  e dai moti del popolo, in particolare da quello di Pastina, di volersi sottrarre alla sua autorità, a ciò istigato da certo Corrado del Buono originario di Filattiera soprannominato Fantauzzo, ed in fine anche dai segreti maneggi del Granducato di Toscana che già aveva ricevuto in accomandigia il feudo di Bagnone e del quale ora aspirava all’annessione. 

Il Marchese quindi  decise di liberarsi della situazione accennata, divenuta per lui insostenibile, col vendere ai Fiorentini il Feudo e le terre dipendenti, in cambio di 8.000 fiorini d’oro". 

Il Feudo passerà nel 1471 sotto il dominio di Firenze.  La potestà fiorentina durerà sino al 1526, quando i Noceti sono immessi nel possesso della Rocca di Bagnone.

 [Vedi "Il Gurguglione" - Fascicolo Iº - La fine dei Malaspina.]

La parrocchia autonoma verrà istituita solo nella seconda metà del 1500, e sarà dedicata a San Tommaso Apostolo.

La storia del paese è legata a quella di Bagnone. A Pastina furono esuli fiorentini, i Bicchierai, che dovettero trovare rifugio in un casolare nelle vicinanze di Pastina, che da allora prese il nome di « Bicchieraia » dal cognome della famiglia che, appena si furono calmate le acque, scese e si fermò a Bagnone, dando inizio alla famiglia Bicchierai che tanta parte ebbe nella vita pubblica del sorgivo Comune di Bagnone. Discendenti ricordiamo Antonio Bicchierai, deputato al parlamento Toscano; Tommaso Bicchierai, noto direttore d’orchestra a Milano ed il figlio Mons. Giuseppe Bicchierai dell’Arcivescovato Milanese.

[Vedi il "Gurguglione", fascicolo IVº - al paragrafo18].

ITINERARI

Come arrivare: 

- Autocamionale A15 uscita Aulla, seguendo la SS62 della Cisa, indicazioni per Villafranca L. quindi a detra per Bagnone, seguendo per 5 km la strada provinciale. Da Bagnone continuare per la frazione di Pastina che dista 3 km.

- Autocamionale A15 uscita Pontremoli, seguendo la SS62 della Cisa, indicazione per Villafranca L. quindi incrocio a sinistra per Bagnone, seguendo per 4 km la strada provinciale. Da Bagnone continuare per la frazione di Pastina che dista 3 km.

Ferrovia, Parma-Spezia, stazione Villafranca-Bagnone, poi con mezzi pubblici, corriera o taxi; da notare che non tutti i treni si fermano.

" Ottima

cucina

 nostrana" 

VISITATE I CASTELLI DELLA LUNIGIANA

Pubblicato il 16 Marzo 2006