Aggiornato il 20-03-2006

Comune di Massa

Il castello

 

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La fortezza
 

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Il bastione sud
 
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Il cortile delle cannoniere
 
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La roccia dove sorge il Mastio

MASSA 

Interessante é conoscere e sapere che Massa ha avuto differenti appellativi. Il toponimo Massa é stato da sempre usato per identificare un "esteso possedimento agricolo", quindi impiegato in diverse zone e luoghi per cui, per identificarlo meglio era necessario aggiungere al nome un aggettivo qualificativo, per differenziarlo da omonime località. 

Ne é derivato che  la città é stata chiamata "Massa Lunense" essendo stato un possedimento del Vescovo di Luni; poi "Massa del Marchese" dal titolo dei Malaspina; "Massa Cyba" dal nome dei successori dei Malaspina; "Massa Ducale" dopo la sua annessione al Ducato di Modena.

DATI  STORICI

E' quasi certo che Massa ebbe origine nel basso medioevo, in seguito alla decadenza della città costiera di Luni, sfruttanto la sua posizione al fine di avere maggiore difesa e più controllo sulla costa. Risalgono all'anno 882 le prime testimonianze dell'esistenza dell'insediamento e dal XI° secolo siamo a conoscenza di Massa come "curtis fortificata" della famiglia di origine Longobarda degli Obertenghi. 

In un diploma, datato 1164, dell'imperatore Federico Barbarossa attestante l'investitura di Obizzo Malaspina come signore del castello troviamo la prima traccia scritta dell'esistenza di fortificazioni sul colle. Il castello è sempre stato la sede dei signori di Massa e ha subito nel corso dei secoli invasioni, distruzioni e rimaneggiamenti. 

L'area fu oggetto di continue contese fra Lucchesi, Pisani, Fiorentini e i Visconti di Milano e di conseguenti passaggi di mano. Fra i tanti signori di Massa fu anche, nel 1315, Castruccio Castracani, nuovo signore di Lucca, al quale si deve la costruzione, più probabilmente la ricostruzione, di quello che ancora oggi è il nucleo più antico del castello: il mastio.  

Dal 1441 signore di Massa divenne Antonio Alberico Malaspina marchese di Fosdinovo. I Malaspina rimasero signori di tutta la Lunigiana per più di un secolo, ma con la mancanza di eredi maschi e il matrimonio di Ricciarda Malaspina con il nobile genovese Lorenzo Cybo le due casate si unirono e dal 1553 il nuovo marchese divenne Alberigo Cybo, il primogenito nato da questo matrimonio.

Sia i Malaspina che i Cybo elessero il castello a loro residenza e lo trasformarono profondamente, costruendo un sontuoso palazzo al fianco del nucleo medievale e strettamente ad esso connesso. Ulteriori trasformazioni si ebbero dalla metà del XVII° secolo, quando il castello divenne centro di un imponente sistema difensivo costiero; a quest'epoca si deve la possente cinta bastionata con la doppia fila di troniere e le varie postazioni di artiglieria che racchiude sia il mastio che il palazzo. Fino alla seconda guerra mondiale il castello fu anche adibito a carcere.

Nel castello sono quindi chiaramente individuabili tre parti principali: il mastio trecentesco, il palazzo residenza dei marchesi e la possente cinta muraria bastionata. Dall'esterno non possiamo fare a meno di ammirare il massiccio fronte della cinta muraria costellato di cannoniere e dotato di bastioni alle due estremità nord e sud. 

Tutti i camminamenti e le troniere furono costruiti sopraelevando la cortina merlata esistente mentre i baluardi furono costruiti ex novo agli inizi del 1600. L'accesso al castello e difeso in modo eccellente: per primo ci imbattiamo in un barbacane dotato di feritoie, cancello in ferro e originariamente anche di ponte levatoio che ci immette nel primo cortile. Sul primo cortile convergono le bocche da fuoco di un bastione costruito appositamente. 

Da qui si accede, tramite una rampa interrotta da un fossato con ponte levatoio, all'ingresso principale, difeso anch'esso da troniere e da una bertesca in muratura e dotato di un bell'arco marmoreo ancora decorato da uno stemma dei Malaspina.

Entriamo dunque nel secondo cortile, detto delle cannoniere, dal quale si accede agli spalti della cortina muraria bastionata ed è sovrastato a monte da un'impressionante parete di roccia sulla quale sorge il mastio. Un fossato scavato nella roccia separava questo dal terzo cortile, quello della residenza dei marchesi. Le difese di questa porta sono andate quasi totalmente perdute. Una volta nel terzo cortile, di forma trapezoidale, ci troviamo davanti alla facciata affrescata (gli attuali affreschi non sono originali ma sono stati ricreati dai pochi frammenti che di essi erano rimasti) del palazzo cinquecentesco abbellito con loggette e decorazioni in marmo. 

Sulla sinistra del cortile un ponte in muratura, un tempo levatoio, separa la residenza dal mastio. Questo era un corpo a se stante e nessuno, tranne la guarnigione, poteva accedervi. Esso ha una particolarità quasi unica nel suo genere, almeno in Toscana: le sue pareti verticali non sono in muratura ma ottenute lavorando la roccia esistente (bisogna pensare che da queste parti uomini specializzati in questo lavoro non mancavano, visto la vicinanza con le cave di marmo). Sulla sommità delle mura e dei camminameti di ronda del mastio è ancora intatta la merlatura.

Il castello Malaspina di Massa, oltre ad essere uno dei più vasti complessi fortificati Toscani può essere considerato quasi un museo a cielo aperto delle varie fasi di sviluppo dell'architettura fortificata che qui sono in particolar modo bene identificabili. Tutto il complesso è stato recentemente riaperto al pubblico dopo anni di restauri, ancora in corso in alcune parti del castello. La visita è a pagamento durante i fine settiamana e il periodo estivo.

   da: http://www.castellitoscani.com/italian/massa.htm

VISITATE I CASTELLI DELLA LUNIGIANA

Pubblicato il 10 Marzo 2006