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Comune di Mulazzo |
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Lo stemma |
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L'edificio |
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Panorama |
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La torre |
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Il maniero |
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L'ingresso |
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Sala vecchia |
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Sala nuova |
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DATI
STORICI
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Anche
se al visitatore appare una struttura abitativa, l'edificio
congloba l'antica Rocca o Castello di Gavedo nella zona di
Groppoli di Mulazzo, che per la
sua favorevole posizione
era posto a difesa trasversale della valle, a protezione
delle vallate secondarie
dove scorrono gli affluenti del
fiume Magra, facenti capo a tracciati alternativi al percorso più
importante del passo di monte Bardone.
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L'inserimento del castello in un sistema
difensivo di largo respiro, tra il castello di Mulazzo e quello più a
sud di Castevoli, puntano a realizzare forme di difesa a
sbarramenti trasversali per cui dal
castello di Gavedo,si stacca una linea fortificata che scende a fondovalle lungo i
declivi del torrente Geriola sviluppandosi attraverso una serie di
capisaldi individuabili nella "torre del castello", nella contemporanea
torre inglobata nel "palazzo" settecentesco dei Brignole- Sale, sul pianoro ai piedi del borgo, nella cosiddetta
"torre del
Sole" e infine nella "torretta" a ridosso del fiume. |
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Il
castello di Gavedo è d'origine Obertenga, come testimonia la torre
quadrangolare sorta con funzione di guardingo. Sorge a 280 m s.l.m. sulla sponda
destra del fiume Magra, tra Mulazzo e Villafranca L. ed è stato ideato
per dominare la vallata del Magra. |
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Per
tutto il corso del medioevo centrale, i feudatari di ceppo
obertengo attesero alla sistematica opera di incastellamento
della Lunigiana centro-settentrionale, di questo imponente
sforzo militare restano cospique testimonianze di
eccezionale interesse storico architettonico. |
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Tra
di esse, la torre quadrilatera del castello, che eccelle per
tipologia e tessitura muraria. Originariamente "dongione"
centrale all'interno di un recinto fortificato ed oggi
inglobata da posteriori strutture residenziali. |
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La
torre trova i suoi presupposti tipologici e formali nelle
torri di epoca altomedioevale, presenti nello stesso
territorio della Lunigiana, e nelle case torre capillarmente
diffuse lungo le valli del settore centro-settentrionale. |
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Il
sistema torre-recinto sorto sul colle di Groppoli come
presidio miliotare principale della linea fortificata che
raggiunge la pianura con una serie di torri otticamente
collegate, conservò sostanzialmente intatte le proprie
caratteristiche fino a tutti il XIV secolo.
A
partire dal '400 con la caduta di interesse strateggico
della linea fortificata, il semplice impianto fortificato
originario viene gradualmente e progressivamente trasformato
in residenza castellana.
Una
rappresentazione cartografica degli inizi del XVI secolo
individua il maniero con alte cinte murari, e un documento
del 1560 fa menzione di una "sala nuova" ove
si rattifica un trattato di acomandigia con il
Marchese di Groppoli, (divenuto autonomo dal 1546) ed il
Duca di Firenze. |
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Il
complesso cinquecentesco che ci appare, e che è stato attualmente
restaurato, si presenta con una imponente struttura regolare a pianta
quadrangolare dalla quale emerge una torre quadrata medievale
pre-malaspiniana una delle innumerevoli presenti
sulla riva destra del Magra, circondata
da un primo recinto murario e da un involucro residenziale posteriore,
risalente al XVII - XVIII secolo. |
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Secondo
i cronisti dei primi anni del ‘600 fu un castello quasi
imprendibile e solo successivamente divenne una ricca dimora
Malaspiniana. Dopo
i Malaspina di Mulazzo divengono signori di Gavedo i
Malaspina di Groppoli (1546), il Granduca di Toscana (1549) |
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I
Marchesi Brignole l’acquistarono dal Granduca di Toscana,
e più tardi per la loro residenza estiva, si costruirono
una villa sul vicino colle di Gavedo, progettata da Matteo
Vinzoni. |
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I
Brignole hanno comunque sempre continuato ad interessarsi al
Castello come documentano le numerose spese sostenute per la
sua conservazione e per continuarne l’utilizzo. |
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Divennero
proprietari i Sale di Genova (1592), poi Brignole-Sale i
quali diedero eccezionale impulso all'attività edilizia con
il disegno di tutto il territorio del feudo, la costruzione
di vari edifici e con la completa e definitiva
ristrutturazione del Castello di Gavedo, conferendogli l'aspetto
che ancor oggi conserva. |
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Il
progetto di ristrutturazione , redatto dal colonnello
cartografo della Serenissima Repubblica Genovese Matteo
Vinzoni, e portato a termine nel corso del XVIII secolo, dà
origine a un vero e proprio palazzo, saldando in un unico
blocco gli elementi originari (torre, recinto e le aggiunte
del XV e XVI secolo) alle parti di nuova costruzione. |
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| Dettagli |
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| Il
bastione |
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| La
scala |
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| La
scala |
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| La
torre |
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| Particolare |
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| Particolare |
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| Particolare |
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La villa |
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| Villa
Brignole-Sale |
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La
zona di Groppoli, frazione di Mulazzo, si arrichì di un bel
palazzo residenziale quando, un ricco banchiere genovese tal
Giulio Brignole Sale, che oltre al feudo comprò anche il
titolo di marchese, poco distante dal Castello, fece
edificare, per la loro residenza, una villa più consona
alle loro esigenze. |
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Per
il progetto fu incaricato il noto cartografo Matteo Vinzoni
che operò a Groppoli per la ricca famiglia nella prima metà
del ‘700. |
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Il
Vinzoni riprogettò la Chiesa di Groppoli e ideò eleganti
scenografie per il palazzo di campagna del marchese; il suo
lavoro è documentato da disegni e planimetrie che
riproducono il progetto del recinto e la scalinata di
accesso al palazzo. |
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Attualmente
è possibile visitare il palazzo, al suo interno è stato
aperto un ottimo ristorante. |
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da: www.lunigiana.ms.it
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| Cartografia |
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| Mappa
di La Spezia |
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| Matteo
Vinzoni |
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Il
lunigianese Matteo Vinzoni nacque a Montaretto di Bonassola,
(SP), il 6 dicembre del 1690. Fu un importante cartografo,
ma anche, a seconda delle esigenze: diplomatico, architetto,
geologo e ingegnere. |
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Il
suo capolavoro è l’Atlante dei
Domini della Serenissima Repubblica di Genova e Terraferma ,
che raccoglie le piante delle molte località da lui
visitate. |
| Morì nel 1773 a
Levanto (SP). |
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| Restauro |
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Restauro del
Castello
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Dopo
un secolo di abbandono, il Castello di Gavedo accoglie oggi
nuove prospettive di vita: i lavori di restauro voluti da
Loris Jacopo Bononi, già proprietario del Castello di
Castiglione del Terziere, iniziati nel 1993 sono terminati
nel 2005. |
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Il
restauro del Castello si pone principalmente quale
momento di conoscenza, come volontà di intendere e di
tradurre, di valutare non solo il recupero ma anche operare
per una nuova, migliore, mediazione tra passato e presente. |
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Le
ricerche, la cartografia, le indagini, i rilievi, l'elaborazione
grafica, sono allo stesso modo supporto storico e
presupposto al progetto: un progetto di cose fatte
con le mani,"nulla che non sia prima nelle mani",
mentre
l'incarico tecnico è stato affidato a due validi Architetti:
Daniele Marzocchi e Filippo Orlando. |
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A
riconoscenza dei meriti, il Comune di Mulazzo, conferisce il
21 gennaio 1995 la Cittadinanza Onoraria all'artefice Loris
Jacopo Bononi. |
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