Aggiornato il 21-11-2006

Comune di Mulazzo

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Lo stemma

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L'edificio

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Panorama

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La torre

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Il maniero

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L'ingresso
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Sala vecchia
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Sala nuova

DATI  STORICI

Anche se al visitatore appare una struttura abitativa, l'edificio congloba l'antica Rocca o Castello di Gavedo nella zona di Groppoli di Mulazzo, che per la sua favorevole posizione era posto a difesa trasversale della valle, a protezione delle vallate secondarie dove scorrono gli affluenti del fiume Magra, facenti capo a tracciati alternativi al percorso più importante del passo di monte Bardone.  

L'inserimento del castello in un sistema difensivo di largo respiro, tra il castello di Mulazzo e quello più a sud di Castevoli, puntano a realizzare forme di difesa a sbarramenti trasversali per cui dal castello di Gavedo,si stacca una linea fortificata che scende a fondovalle lungo i declivi del torrente Geriola sviluppandosi attraverso una serie di capisaldi individuabili nella "torre del castello", nella contemporanea torre inglobata nel "palazzo" settecentesco dei Brignole- Sale, sul pianoro ai piedi del borgo, nella cosiddetta "torre del Sole" e infine nella "torretta" a ridosso del fiume.

Il castello di Gavedo è d'origine Obertenga, come testimonia la torre quadrangolare sorta con funzione di guardingo. Sorge a 280 m s.l.m. sulla sponda destra del fiume Magra, tra Mulazzo e Villafranca L. ed è stato ideato per dominare la vallata del Magra.

Per tutto il corso del medioevo centrale, i feudatari di ceppo obertengo attesero alla sistematica opera di incastellamento della Lunigiana centro-settentrionale, di questo imponente sforzo militare restano cospique testimonianze di eccezionale interesse storico architettonico.

Tra di esse, la torre quadrilatera del castello, che eccelle per tipologia e tessitura muraria. Originariamente "dongione" centrale all'interno di un recinto fortificato ed oggi inglobata da posteriori strutture residenziali.

La torre trova i suoi presupposti tipologici e formali nelle torri di epoca altomedioevale, presenti nello stesso territorio della Lunigiana, e nelle case torre capillarmente diffuse lungo le valli del settore centro-settentrionale. 

Il sistema torre-recinto sorto sul colle di Groppoli come presidio miliotare principale della linea fortificata che raggiunge la pianura con una serie di torri otticamente collegate, conservò sostanzialmente intatte le proprie caratteristiche fino a tutti il XIV secolo. 

A partire dal '400 con la caduta di interesse strateggico della linea fortificata, il semplice impianto fortificato originario viene gradualmente e progressivamente trasformato in residenza castellana.

Una rappresentazione cartografica degli inizi del XVI secolo individua il maniero con alte cinte murari, e un documento del 1560 fa menzione di una "sala nuova" ove si rattifica un trattato di acomandigia con il Marchese di Groppoli, (divenuto autonomo dal 1546) ed il Duca di Firenze.

Il complesso cinquecentesco che ci appare, e che è stato attualmente  restaurato, si presenta con una imponente struttura regolare a pianta quadrangolare dalla quale emerge una torre quadrata medievale pre-malaspiniana una delle innumerevoli presenti sulla riva destra del Magra, circondata da un primo recinto murario e da un involucro residenziale posteriore, risalente al XVII - XVIII secolo.

Secondo i cronisti dei primi anni del ‘600 fu un castello quasi imprendibile e solo successivamente divenne una ricca dimora Malaspiniana. Dopo i Malaspina di Mulazzo divengono signori di Gavedo i Malaspina di Groppoli (1546), il Granduca di Toscana (1549)

I Marchesi Brignole l’acquistarono dal Granduca di Toscana, e più tardi per la loro residenza estiva, si costruirono una villa sul vicino colle di Gavedo, progettata da Matteo Vinzoni. 

I Brignole hanno comunque sempre continuato ad interessarsi al Castello come documentano le numerose spese sostenute per la sua conservazione e per continuarne l’utilizzo.

Divennero proprietari i Sale di Genova (1592), poi Brignole-Sale i quali diedero eccezionale impulso all'attività edilizia con il disegno di tutto il territorio del feudo, la costruzione di vari edifici e con la completa e definitiva ristrutturazione del Castello di Gavedo, conferendogli l'aspetto che ancor oggi conserva.

Il progetto di ristrutturazione , redatto dal colonnello cartografo della Serenissima Repubblica Genovese Matteo Vinzoni, e portato a termine nel corso del XVIII secolo, dà origine a un vero e proprio palazzo, saldando in un unico blocco gli elementi originari (torre, recinto e le aggiunte del XV e XVI secolo) alle parti di nuova costruzione.

Dettagli
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Il bastione
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La scala
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La scala
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La torre
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Particolare
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Particolare
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Particolare
 

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La villa

 
Villa  Brignole-Sale

La zona di Groppoli, frazione di Mulazzo, si arrichì di un bel palazzo residenziale quando, un ricco banchiere genovese tal Giulio Brignole Sale, che oltre al feudo comprò anche il titolo di marchese,  poco distante dal Castello, fece edificare, per la loro residenza, una villa più consona alle loro esigenze.

Per il progetto fu incaricato il noto cartografo Matteo Vinzoni che operò a Groppoli per la ricca famiglia nella prima metà del ‘700. 

Il Vinzoni riprogettò la Chiesa di Groppoli e ideò eleganti scenografie per il palazzo di campagna del marchese; il suo lavoro è documentato da disegni e planimetrie che riproducono il progetto del recinto e la scalinata di accesso al palazzo. 

Attualmente è possibile visitare il palazzo, al suo interno è stato aperto un ottimo ristorante.

   da:  www.lunigiana.ms.it
 
Cartografia
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Mappa di La Spezia
Matteo Vinzoni 

Il lunigianese Matteo Vinzoni nacque a Montaretto di Bonassola, (SP), il 6 dicembre del 1690. Fu un importante cartografo, ma anche, a seconda delle esigenze: diplomatico, architetto, geologo e ingegnere.

Il suo capolavoro è l’Atlante dei Domini della Serenissima Repubblica di Genova e Terraferma , che raccoglie le piante delle molte località da lui visitate. 

  Morì nel 1773 a Levanto (SP).
 
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Restauro

Restauro del Castello

Dopo un secolo di abbandono, il Castello di Gavedo accoglie oggi nuove prospettive di vita: i lavori di restauro voluti da Loris Jacopo Bononi, già proprietario del Castello di Castiglione del Terziere, iniziati nel 1993 sono terminati nel 2005. 

Il restauro del Castello si pone principalmente quale momento di conoscenza, come volontà di intendere e di tradurre, di valutare non solo il recupero ma anche operare per una nuova, migliore, mediazione tra passato e presente. 

Le ricerche, la cartografia, le indagini, i rilievi, l'elaborazione grafica, sono allo stesso modo supporto storico e presupposto al progetto: un progetto di cose fatte con le mani,"nulla che non sia prima nelle mani",

mentre l'incarico tecnico è stato affidato a due validi Architetti: Daniele Marzocchi e Filippo Orlando.

A riconoscenza dei meriti, il Comune di Mulazzo, conferisce il 21 gennaio 1995 la Cittadinanza Onoraria all'artefice Loris Jacopo Bononi.

 

ELABORATI  DI  PROGETTO

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Planimetria Complessivo Pianta cantine
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Piano terra Piano nobile Sottotetto

VISITATE I CASTELLI DELLA LUNIGIANA

Pubblicato il 10 Marzo 2006