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| IL
FEUDO DI CORLAGA |
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In
dialetto: Korlaga. nei
vecchi documenti del 1355 si legge Corlagha e Corlaga;
da Faie lo scrive Crolà, Crolagha, Crolaga, Corlaga da
Còrolus = nocciolo più il suffisso acus, a:
CORILACA.
Nei
dintorni di Corlaga si notava una particolare fonetica che si
è dileguata, ma un tempo il fenomeno era più esteso: la
conservazione della -u finale in : Bigiu, Viku, Lèugiu;
oggi la -u si è persa, e le località oggi si chiamano: Big,
Vik, Lèug.
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Corlaga
sorge
a 2,5 km a nord
di Bagnone, a 352 m s.l.m., sulle pendici dei pre Appennini,
gode di un buon clima favorevole all’agricoltura.
Si
conosce con certezza,
dalla storia delle Pievi della Diocesi di Luni, che
intorno al '200 la parrocchia di
Corlaga era in piena efficienza, che dipendeva dalla Pieve di
Filattiera, mentre più tardi, verso il '450 la si trova
nell’elenco della Pieve di Bagnone.
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Nello
stesso periodo Corlaga fa parte del feudo di Treschietto e ne
subirà le sorti sino alla morte di Giovanni Malaspina detto
il Berretta o Berrettazzo.
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CENNI
STORICI
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Come tutti i borghi della Lunigiana medievale, anche Corlaga
partecipava alla tormentata e perigliosa vita dei repentini
passaggi di terre da un dominio all’altro. E la storia
annota le continue lotte che si scatenavano sul piccolo
fazzoletto di terra che faceva già parte dei quattro Municipi
in cui era diviso, fin dai tempi più remoti, il territorio
feudale di Treschietto e dal quale poi Corlaga fu avvulsa, per
passare sotto il non felice patronato del marchese Leonardo
Malaspina.
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Di
fronte alla Chiesa, esiste oggi una costruzione di tipo
patrizio, chiamata « al palazz », il palazzo. E la
torre diroccata che sembra nascondersi alla sua ombra e le
fondamenta a scarpata di antica struttura portano la
fantasia all’epoca in cui il poco amato marchese
Leonardo Malaspina spadroneggiava sul feudo di Corlaga con
tale e tanta spavalderia e arroganza, da indurre a ribellione
la pur rassegnata popolazione del posto.
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É
l’anno 1523 «ab incarnatione», allorché il dì 15
novembre, fu ultimato il restauro del Castello di Corlaga, il
marchese Leonardo Malaspina vi si recò ad abitarlo; qui
ricevette giuramento di fedeltà dagli Uomini di Corlaga, cosi
come lo stesso prometteva di ben governarli e tenerli cari e
di non sottoporli giammai ad altri Marchesi, obbligandosi
invece nel caso di non poterli tenere sotto la sua potestà,
di passarli sotto il dominio della magnifica Repubblica
Fiorentina.
(Da:
Eugenio Branchi, pag. 202).
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Ma
nonostante le promesse, i corlaghesi
forono
sottomessi a pagamenti di gabbelle enormi e a divieti di
usufruire del molino di Iera impedendone l’accesso e facendo
anche « man bassa sopra di loro ».
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Leonardo
e gli uomini di Corlaga si rivolsero a Firenze, che impegnò i
suoi Ufficiali di Lunigiana a derimere la controversia,
tant’é che furono costruiti in Corlaga Torchi e Molini e lo
stesso marchese Leonardo ritenne doveroso rinnovare
l’accomandigia con Firenze.
Ma l’avidità del Marchese e la ristrettezza delle sue
finanze lo portarono a tentare di spogliare di un benefizio il
fratello del segretario del Duca di Ferrara, ciò invano
rivolse le sue violenze impositive sui sudditi.
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Su
questi avvenimenti se ne raccontano tante, e attorno al fuoco
di un « gradile », nelle lunghe sere invernali, un
anziano cantastorie declamava la leggenda della « Margarela ».
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Gli eredi scampati alla carneficina, raccolti a Filetto dallo
zio Don Buttini presero nuovamente possesso dei beni fondiari
di loro proprietà per diritto di allodio e vennero ad abitare
nell’antico Castello, che fu ristrutturato in Villa
Fortificata.
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| ITINERARI |
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Come
arrivare:
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Autocamionale A15 uscita Aulla, seguendo la SS62 della Cisa, indicazioni per
Villafranca L. quindi a detra per Bagnone, seguendo per 5 km la strada
provinciale. Da Bagnone proseguire per la Frazione di
Corlaga che dista un paio di km.
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Autocamionale A15 uscita Pontremoli, seguendo la SS62 della
Cisa,
indicazione per Villafranca L. quindi incrocio a sinistra per
Bagnone, seguendo per 4 km la strada provinciale. Da Bagnone
proseguire per la Frazione di Corlaga che dista un paio di km.
Ferrovia,
Parma-Spezia, stazione Villafranca-Bagnone, poi mezzi
pubblici, corriera o taxi; da notare che non tutti i treni
fermano.
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