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Frazione
del
Comune
di Aulla |
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FOTO
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| Le
mura |
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| La
torre |
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| I
ruderi |
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| I
ruderi |
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Statua-stele
Reusa n. 49
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DATI
STORICI
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Il
castello di Bigliolo fu una delle fortificazioni che presidiarono la
gran corte Vescovile della media Lunigiana avente a capo Soliera e per
quanto non si abbiano particolari notizie di avvenimenti che lo
riguardano è certo che esso non rimase estraneo, nel sec. XIII alle
lotte combattute fra il Vescovo e i Malaspina in Val di Aulella.
(Ugo Formentini, storico).
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Bigliolo,
come tutti gli altri castelli della vallata, dopo queste
contese, finirono sotto il potere dei ghibellini Marchesi di
Filattiera e qesto di Bigliolo più precisamente passò a
Bernabò Malaspina, feroce persecutore della Diocesi Lunense,
e che alla sua morte, lo lascerà al figlio Francesco. |
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Dall'atto
di divisione del 1275 risulta che a Francesco, autore della
linea di Olivola fu assegnato fra l'altro, anche tutto ciò
che la famiglia possedeva in castro Bilioli.
(Ugo
Formentini, storico). |
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Secondo
Cesare Caselli, il Castello di Olivola fu scelto a capoluogo
del vasto feudo perché il più sicuro e quello posto quasi
al centro del dominio feudale comprendente Aulla -
Terrarossa - Virgoletta - Monti di Licciana - Varano -
Groppo San Pietro - Bastia - Agnino - Bigliolo -
Pallerone. |
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Nel
1412, dopo l'eccidio di Apella, in cui il Capitano Rossi di
Varano uccise i due Marchesi di Olivola, s'estinse detta
dinastia e Bigliolo con Magliano, Collecchia e Pallerone,
sentita la popolazione, scelsero la dipendenza dai Marchesi
Leonardo e Galeotto del Castello dell'Aquila di
Gragnola. |
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Nel
1418, però Bigliolo passò insieme ai Castelli del suddetto
Feudo, sotto il dominio di Firenze, quale pena inflitta ai
feudatari del Castello dell'Aquila per la strage dei
Marchesi della Verrucola di Fivizzano. |
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Successivi
accordi con Firenze, nel 1428, riportarono Bigliolo nel
dominio dei Marchesi di Gragnola, fino al 1466, anno in cui,
morì il Marchese Galeotto e, per mancanza di figli maschi,
si estinse il ramo dei Marchesi dell'Aquila. Nel 1467
Bigliolo passa al marchese Malaspina Gabriele di Fosdinovo,
fino al 1510, quando alla sua morte il figlio Lazzaro I,
dalla divisione del feudo, secondo la ben nota legge di
successione dei Malaspina, darà inizio alla seconda dinastia
dei Marchesi di Olivola. |
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Un
momento tragico per il Castello di Bigliolo si verificò nel
1523, quando Giovanni de' Medici, detto dalle Bande Nere,
acquistato il feudo di Aulla, che non gli fu confermato
dall'Imperatore, tentò di costruirsi un feudo in Lunigiana,
assalendo vari Castelli. Bigliolo fu tra quelli, come
Bastia, che resistette, è dove le Bande Nere commisero
stragi e atrocità inaudite. |
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La
sanguinosa presa di Bigliolo è certamente successiva allo
scontro di Bibola dove i circa 700 soldati di Giovanni dalle
Bande Nere ebbero la meglio sui 2000 soldati dei Malaspina,
fra i quali certamente vi erano anche uomini di Bigliolo.
Giovanni dalle Bande Nere poi su consiglio del Vescovo di
Pistoia, mandato dal Papa Clemente VII (Papa dello scisma
anglicano), figlio di Giuliano dei Medici, fece pace con i
Malaspina e ricevuti 2500 scudi d'oro abbandonò la zona. |
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Da
quel momento si accentuò la decadenza del castello di
Bigliolo, come centro abitato di fronte all'emergere delle
località del piano, anche se conservò una posizione di
prestigio perché si continua ad amministrarvi la giustizia
e a convocarvi le assemblee. |
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Il
14 del mese di novembre dell'anno1568, con un contratto
rogato dal notaio Giovanni Michele dei Cerri di Bigliolo, i
figli di Lazzaro I divisero il marchesato in due parti, una
comprendente Pallerone con Canova assegnata a Spinetta e a
Carlo e l'altra comprendente Olivola con Bigliolo assegnata
a Camillo e a Troilo. Si diede inizio ad una direzione
collegiale, in cui i due Marchesi padroni si sarebbero
alternati per un anno, l'uno dopo l'altro nel governo della
proprietà. |
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Il
desiderio di conservare la sostanziale unità del feudo
indurrà però il 10 marzo 1572 Camillo, Carlo e Troilo,
scapoli, a regolare con atto notarile la successione, in
modo che Spinetta, l'unico ad essersi ammogliato, potesse
garantire con i suoi figli, la continuità della dinastia
inaugurata da Lazzaro I. Nel periodo Napoleonico le terre di
Lunigiana passarono, con l'edito 2/7/1797, a far parte della
Repubblica Cisalpina. |
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www.cultura.toscana.it
e www.castellitoscani.com
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| OPINIONI |
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Del
castello di Bigliolo come tanti altri, patrimonio della
Lunigiana storica, oggi restano i ruderi, rivestiti
dall'edera e invasi dalla vegetazione, di tutto il tratto
nord della fortificazione con una torre cilindrica e la
torre est. |
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Grazie
Regione Toscana! continuiamo pure cosi..... |
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Oggi
di questo storico castello, restano i ruderi, rivestiti
dall'edera, di tutto il tratto nord della fortificazione con
una torre cilindrica e la torre est.
Mancano
i fondio per poter fare qualche cosa..... Però si trovano
quando si vuol andare a spasso all'estero..... Lasciamo
perdere ! |
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La
statua stele di Bigliolo, catalogata n. 49, é conservata nel museo del
Castello del Piagnaro a Pontremoli.
Stele
maschile, tipo Reusa con ascia, cintura e triangolo cache-sexe. Sulla
parte destra del busto appare una parola di una vecchia lingua celtica ascritta
caratteri etruschi che si presume sia stata aggiunta posteriormente.
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| www.terredilunigiana.com/castelli/castellobigliolo.php |
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