Aggiornato il 02-04-2006

Frazione del 

Comune di Aulla

FOTO

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Le mura
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La torre
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I ruderi
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I ruderi
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Statua-stele

  Reusa  n. 49 

DATI  STORICI

Il castello di Bigliolo fu una delle fortificazioni che presidiarono la gran corte Vescovile della media Lunigiana avente a capo Soliera e per quanto non si abbiano particolari notizie di avvenimenti che lo riguardano è certo che esso non rimase estraneo, nel sec. XIII alle lotte combattute fra il Vescovo e i Malaspina in Val di Aulella. (Ugo Formentini, storico). 

Bigliolo, come tutti gli altri castelli della vallata, dopo queste contese, finirono sotto il potere dei ghibellini Marchesi di Filattiera e qesto di Bigliolo più precisamente passò a Bernabò Malaspina, feroce persecutore della Diocesi Lunense, e che alla sua morte, lo lascerà al figlio Francesco.

Dall'atto di divisione del 1275 risulta che a Francesco, autore della linea di Olivola fu assegnato fra l'altro, anche tutto ciò che la famiglia possedeva in castro Bilioli. (Ugo Formentini, storico). 

Secondo Cesare Caselli, il Castello di Olivola fu scelto a capoluogo del vasto feudo perché il più sicuro e quello posto quasi al centro del dominio feudale comprendente Aulla - Terrarossa - Virgoletta -  Monti di Licciana - Varano - Groppo San Pietro - Bastia - Agnino - Bigliolo - Pallerone. 

Nel 1412, dopo l'eccidio di Apella, in cui il Capitano Rossi di Varano uccise i due Marchesi di Olivola, s'estinse detta dinastia e Bigliolo con Magliano, Collecchia e Pallerone, sentita la popolazione, scelsero la dipendenza dai Marchesi Leonardo e Galeotto del Castello dell'Aquila di Gragnola. 

Nel 1418, però Bigliolo passò insieme ai Castelli del suddetto Feudo, sotto il dominio di Firenze, quale pena inflitta ai feudatari del Castello dell'Aquila per la strage dei Marchesi della Verrucola di Fivizzano. 

Successivi accordi con Firenze, nel 1428, riportarono Bigliolo nel dominio dei Marchesi di Gragnola, fino al 1466, anno in cui, morì il Marchese Galeotto e, per mancanza di figli maschi, si estinse il ramo dei Marchesi dell'Aquila. Nel 1467 Bigliolo passa al marchese Malaspina Gabriele di Fosdinovo, fino al 1510, quando alla sua morte il figlio Lazzaro I, dalla divisione del feudo, secondo la ben nota legge di successione dei Malaspina, darà inizio alla seconda dinastia dei Marchesi di Olivola.

Un momento tragico per il Castello di Bigliolo si verificò nel 1523, quando Giovanni de' Medici, detto dalle Bande Nere, acquistato il feudo di Aulla, che non gli fu confermato dall'Imperatore, tentò di costruirsi un feudo in Lunigiana, assalendo vari Castelli. Bigliolo fu tra quelli, come Bastia, che resistette, è dove le Bande Nere commisero stragi e atrocità inaudite. 

La sanguinosa presa di Bigliolo è certamente successiva allo scontro di Bibola dove i circa 700 soldati di Giovanni dalle Bande Nere ebbero la meglio sui 2000 soldati dei Malaspina, fra i quali certamente vi erano anche uomini di Bigliolo. Giovanni dalle Bande Nere poi su consiglio del Vescovo di Pistoia, mandato dal Papa Clemente VII (Papa dello scisma anglicano), figlio di Giuliano dei Medici, fece pace con i Malaspina e ricevuti 2500 scudi d'oro abbandonò la zona.

Da quel momento si accentuò la decadenza del castello di Bigliolo, come centro abitato di fronte all'emergere delle località del piano, anche se conservò una posizione di prestigio perché si continua ad amministrarvi la giustizia e a convocarvi le assemblee. 

Il 14 del mese di novembre dell'anno1568, con un contratto rogato dal notaio Giovanni Michele dei Cerri di Bigliolo, i figli di Lazzaro I divisero il marchesato in due parti, una comprendente Pallerone con Canova assegnata a Spinetta e a Carlo e l'altra comprendente Olivola con Bigliolo assegnata a Camillo e a Troilo. Si diede inizio ad una direzione collegiale, in cui i due Marchesi padroni si sarebbero alternati per un anno, l'uno dopo l'altro nel governo della proprietà.

Il desiderio di conservare la sostanziale unità del feudo indurrà però il 10 marzo 1572 Camillo, Carlo e Troilo, scapoli, a regolare con atto notarile la successione, in modo che Spinetta, l'unico ad essersi ammogliato, potesse garantire con i suoi figli, la continuità della dinastia inaugurata da Lazzaro I. Nel periodo Napoleonico le terre di Lunigiana passarono, con l'edito 2/7/1797, a far parte della Repubblica Cisalpina. 

  www.cultura.toscana.it  e www.castellitoscani.com  

OPINIONI

Del castello di Bigliolo come tanti altri, patrimonio della Lunigiana storica, oggi restano i ruderi, rivestiti dall'edera e invasi dalla vegetazione, di tutto il tratto nord della fortificazione con una torre cilindrica e la torre est. 

Grazie Regione Toscana! continuiamo pure cosi.....

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Oggi di questo storico castello, restano i ruderi, rivestiti dall'edera, di tutto il tratto nord della fortificazione con una torre cilindrica e la torre est. 

Mancano i fondio per poter fare qualche cosa..... Però si trovano quando si vuol andare a spasso all'estero..... Lasciamo perdere !

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La statua stele di Bigliolo, catalogata n. 49, é conservata nel museo del Castello del Piagnaro a Pontremoli. 

Stele maschile, tipo Reusa con ascia, cintura e triangolo cache-sexe. Sulla parte destra del busto appare una parola di una vecchia lingua celtica ascritta caratteri etruschi che si presume sia stata aggiunta posteriormente.

  www.terredilunigiana.com/castelli/castellobigliolo.php

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Pubblicato il 10 Marzo 2006