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Foto |
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Stemma
di Licciana N. |
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Bastia |
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Il
castello |
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La
rocca |
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DATI
STORICI
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Il
castello di Bastia sorge al centro del paese omonimo, sopra un colle a
489 m s.l.m., sulla destra dell'abitato di Licciana Nardi, a strategico
dominio della valle del torrente Taverone, ove fin dal medioevo transita
un'importante via di comunicazione, punto di passaggio obbligato dalla
Liguria e Toscana verso l'Emilia percorrendo l'antica Via del Sale. [V. link] |
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Eretto
probabilmente tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo,
appartenne ai Malaspina e venne espugnato nel 1254 dal fiorentino
Giovanni de’ Medici, detto delle Bande Nere.
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Appartenne per lunga età ai Malaspina di Villafranca discendenti da Federigo figlio dell'antico Corrado rammentato dall'Alighieri. - Toccò in sorte a Giovanni Spinetta nella divisa del paterno retaggio, fatta nel 1481 col fratello Tommaso marchese di Villafranca, confermatogli in feudo da Carlo V, nel 1523, insieme con i castelli di Licciana, di Suvero Podenzana e Terrarossa. Fioramonte, uno dei figli di Giovanni Spinetta continuò la linea dei marchesi di Bastìa e di Terrarossa.
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Questi fu padre di quel Fabrizio che, nel 1617, vendè il suo feudo di Terrarossa al Gran Duca Cosimo II, mentre la Bastìa fu conseguita da Ippolito altro figlio di Fioramonte. Fu esso che ottenne, nel 1631, dall'imperatore Ferdinado II l'investitura dello stesso marchesato per se e sua successione, estinta nel 1783.
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Per effetto di ciò il feudo della Bastìa ritornò nei march. del Ponte e di Licciana, che lo perderono nelle vicende politiche dell'invasione francese; dopo di che, alla pace generale del 1814, questo al pari degli altri feudi dei Malaspina fu incorporato al dominio del Duca di Modena.
(GERINI, Mem. Stor. di Lunigiana.)
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Tutto
il territorio e i molti castelli qui presenti, come tutta la Lunigiana,
furono soggetti alla signoria dei Malaspina, che fortificarono tutta la
zona per avvalersi dei vantaggi che l'importante via di comunicazione
offriva, primo fra tutti quello dell'imposizione di tributi ai
viaggiatori. (Le gabelle n.d.a.)
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Il
castello, ottimamente conservato in quanto ancora oggi abitazione di
privati, ha l'aspetto di una massiccia fortificazione quadrata, con
quattro torri rotonde agli angoli ed una più alta all'interno con la
funzione di maschio. Le due torri più vicine a a quella del maschio
hanno una circonferenza maggiore delle altre. La forma attuale è
chiaramente del XV° secolo, ma la presenza della suddetta torre di
centro fa pensare che sia frutto dell'aggiornamento alle nuove esigenze
guerresche dell'epoca di un fortilizio precedente.
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Il
castello è visitabile solo dall'esterno, ma possiamo comunque notare la
solidità straordinaria della costruzione e i resti dei beccatelli che
sostenevano l'apparato difensivo a sporgere lungo tutta la cortina
muraria. Non esistono più le tracce della merlatura che, come in tutti
gli altri castelli Malaspiniani, doveva essere a coda di rondine.
Interessanti sono anche le molte feritoie che ancora si aprono sopra il
redondone, per la loro forma adatte al tiro delle armi da fuoco e quindi
aggiunte molto probabilmente nel XVI° secolo. L'ingresso primitivo è
stato sostituito da una scalinata in pietra, sotto il cui arco si
possono ancora notare gli scalini di quello originario. |
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da
www.castellitoscani.it
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Notizie |
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L’originaria
fortezza di Santa Caterina fu trasformata nei primi decenni del
Cinquecento in residenza marchionale. La sua storia, fra il XVII e il
XVIII secolo, fu caratterizzata da fatti di sangue e travagliate vicende
in cui si intromisero i duchi di Parma e i granduchi di Toscana.
É
oggi di proprietà della famiglia Formentini.
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| www.cultura.toscana.it
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Fu
abitato da Anna, sposata a Giovanni Malaspina dei marchesi
di Mulazzo che, famosa per la sua bellezza, fu inviata in
Francia per fare breccia nel cuore di Luigi XV e spodestare
la Marchesa Pompadour. |
| www.lunigiana.ms.it |
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