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CENNI
STORICI
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«…Tre…
sono i luoghi, che tra gl’altri si trovano [...nel
Dominio Fiorentino in Lunigiana...]
singolarizzati di …distinzioni, cioè: Pontremoli,
Fivizzano e Bagnone.
Il qual ultimo …è situato in un tratto di pianura chiamata
la Valle di Magra, spalleggiato da colline, e tra detti monti,
siccome in essa Valle si vedono, e trovansi molti altri
inferiori Castelli, e Villaggi, che riconoscendo Bagnone per
loro Principale, ci concorrono giornalmente per ogni
occorrenza, come fanno i Suburbi a tutte le città.
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Circa
l’antichità di questo luogo è da sapersi, che non è
possibile il rinvenire l’origine. Convien bene avvertire,
che prima si chiamava Banone,
ed in latino Bondelia il
che ancora vedesi accennato nella Geografia del famosissimo
Astrologo, e matematico Tolomeo… »
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(Cattaneo
D.: Istorica descrizione dell’insigne terra di Bagnone
antico e moderno… Massa,
Frediani, 1726, pp. 8, 9)
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PREMESSA
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Parlare
di storia, di ricerche storiche, in una parte d’Italia molto nascosta,
come il Bagnonese, è avventuroso; è già difficile parlare e
trattare la storia della Lunigiana…
Siccome
mi piace avventurarmi per sentieri scoscesi, spesso inesplorati, per
raggiungere le cime più aspre e più lontane, a volte pericolose per il
cadere subitaneo di una coltre di nebbia… ma poi, col riapparir del
sole, tutto si ristabilisce…
Così, io penso di
affrontare quest’avventura che, a priori non è facile, ma può divenir
piacevole; e con l’aiuto e la collaborazione dei Soci e Dirigenti del
Centro di Cultura Bagnonese, penso si possa fare qualche cosa di buono e
di valido.
Non
è un lavoro che faccio per meritare encomi, e neppure biasimi da parte
dei veri autori. Questo è un lavoro di passatempo, di
ricerca, di raccolta, di analisi di tutto quello che riesco a trovare già
scritto da altri, con l’aggiunta di considerazioni mie e dei miei
collaboratori del Centro di Cultura. Cerchiamo, nell’ambito del
possibile, di raggruppare tutte le informazioni in un unico testo.
Le
fonti cercherò di menzionarle tutte, di volta in volta, ma se per caso mi
dovesse sfuggire qualche cosa, è solo frutto di disattenzione, della
quale ne sono un grande cultore.
Mi
scuso prima del tempo!…
Il
coadiutore.
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LE
ORIGINI
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Il
territorio del Comune di Bagnone e quello adiacente del Comune
di Villafranca L. sono compresi tra il crinale
dell’Appennino Settentrionale, ed il letto del fiume Magra.
Una decina di chilometri di lunghezza e un dislivello
medio tra i 1800 metri ed i 150 metri sulle sponde del
fiume.
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Una
grande valle alluvionale che partendo dalla dorsale
apenninica, piuttosto scoscesa e rocciosa agli inizi, arriva
con tenua pendenza a scaricare a valle nel lento e magro fiume
le acque del torrente Bagnone e dei suoi numerosi
affluenti. Le
crode del nostro versante sono rupi nude e scoscese sino ai
1000 metri, posti da capre. Poi la pendenza raddolcisce e si
hanno i contrafforti e le spianate, con i boschi cedui, i castagni,
luoghi di pastorizia.
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Dai
500 metri in poi, nella valle dove la terra più fertile, si
era impiantata una magra e faticosa agricoltura intensiva a
carattere famigliare.
Le
crode d’arenaria si stagliano nell’azzurro, mentre mano a
mano verso valle, l’erosione,
i ghiacci e le acque hanno accumulato, nei millenni passati,
trovanti e detriti di
rocce.
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Il territorio
del Comune di Bagnone, soprattutto nelle zone di fondovalle,
fu abitato sin dalla preistoria, periodo neolitico, antica
età della pietra. L’uomo faceva vita nomade di cacciatore
e pescatore, si riparava in grotte naturali e si copriva con
pelli di animali. Ignorò l’arte fittile, raggiunse
invece una sorprendente abilità nella scultura e nelle
incisioni rupestri, che ritraggono con vero senso di arte figure
umane e di animali.
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L’idea
di costruire nella pietra rispecchia il concetto stesso di
eternità; per i popoli primitivi la pietra è ciò che
meglio di ogni altro materiale può servire ad immortalare.
Con questo concetto gli antichi abitanti del nostro territorio
hanno eretto monumenti di pietra noti come menhirs e/o
statue-stele.
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IN
ANTICO
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I ritrovamenti
di statue-stele, conservate nei musei di Firenze, La Spezia,
Casola e Pontremoli, stanno a
dimostrare che la presenza umana in Lunigiana e nel bagnonese è visibile già
all’età del bronzo, e che esisteva una vita
organizzata, già da diversi secoli prima di Cristo.
L’uso
della
stele funeraria risale ai greci del periodo miceno. In
Italia essa era già conosciuta durante la civiltà enea e
palafitticola. Nei vari momenti e luoghi, la stele assunse
forme diverse e decorazioni più o meno ricche.
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Non
completo il quadro originario, se non dico che una statua
stele conservata a Pontremoli, viene da un ritrovamento
recente, nel 1969, fatto casualmente durante i lavori di
ampliamento del cimitero di Treschietto,
frazione di Bagnone, in un vigneto adiacente. La
statua stele è femminile, acefala, dotata di seni capezzolati
e braccia distese sul corpo. É un blocco di pietra arenaria
dalle dimensioni di 135x39x17 centimetri, dal peso complesivo
di circa due quintali. [V. foto sopra].
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Dare
una data alla stele e localizzarla nel tempo, gli esperti la
fanno risalire alla prima parte dell’età del bronzo. Quando
noi sappiamo che l’età del bronzo, nel Mediterraneo termina
intorno al 1000 a.C., possiamo trarne delle conclusioni.
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Da
notare ancora l’ubicazzione del rinvenimento che si pone in
una zona sensibilmente elevata, lontano dal fondo valle e dai
corsi d’acqua, forse nei pressi di uno scomparso
insediamento di difesa, legato alla pratiche agricole e
dell’allevamento del bestiame, ed è indicata dallo scopritore Prof.
Germano Cavalli, come rimossa dalla sua posizione originaria.
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(da :
www.menhir.net/italia/lunigiana
e www.bagnonemia.it/statue-stele).
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ATTRAVERSO
I SECOLI
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A
partire dall’età carolingia abbiamo notizie della presenza
in Lunigiana di centri aziendali di grandi proprietà
nobiliari o ecclesiastiche note con il termine di corte
dominicata, (corte : sta per area,
spazio e dominicata : per il proprietario, per il
signore).
Tra
i gruppi nobiliari, risultano gli Obertenghi [V.] e i loro
diversi rami. Con molte principali proprietà, note solo dopo
il mille, esse sono fondate su corti presumibilmente formate
nei secoli IX-X.
Dati
sicuri, fonti storiche che ci informino sull’origine di
Bagnone, non ne conosciamo ancora. La prima volta che troviamo
nominato Bagnone é precisamente il 19
maggio 963 quando l’Imperatore di Germania Ottone I,
rinnovò la protezione ai Vescovi-Conti di Luni, enumerando le
corti, le pievi ed i castelli
per il quale la protezione valeva.
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Inoltre
abbiamo notizie dirette ed indirette di alcune Pievi elencate
in diversi privilegi papali che ci fanno risalire alla fine
del X secolo. Nel 981 é
notizia della Pieve o Chiesa di San
Cassiano di Bagnone in un accenno al “mercatum in
plebe sancti cessioni” contenuto nel diploma
dell’Imperatore Ottone II per il Vescovo di Luni Gottifredo.
Dati
di fatto, invece, come l’ubicazione a difesa della valle, ci
fanno pensare che Bagnone, sorto come roccaforte, ha dato
origine al suo Castello con la torre di avvistamento e di
comunicazione con gli altri Castelli fortificati: Mulazzo,
Malgrate, Castiglione del Terziere e di Treschietto,
opera iniziata a partire da un periodo intorno
al 900 - 1000
d.C..
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Il
Castello di Bagnone, unitamente agli altri, era sicuramente
importante per la difesa del territorio, di non facile accesso
dalla valle, perché il
profondo torrente non permetteva l’entrata se non attraverso
alcuni ponticelli in pietra ad arco unico tutto sesto, che
collegavano le due sponde, passaggi obbligati, opere che
permettevano un facile
controllo e una buona difesa.
L’origine
di Bagnone, come agglomerato
urbano, é una conseguenza dell’espansione e quindi della
necessità di dare un tetto alla popolazione che andava mano a
mano crescendo, al riparo della torre e all’ombra del
Castello.
É
tacito che, dalle origini al 1200, per Bagnone si intendeva la
roccaforte e l’agglomerato di case sorte attorno al
castello, tutto edificato sulla sinistra del torrente Bagnone,
dal quale la località prese il nome; delimitata dal torrente
Mangiola e dal Canale Pendeggia, oggi chiamata:
il Castello
di Bagnone.
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Gli
unici dati storici pervenutici, ricavati da scritti dopo il
1100 sono i seguenti :
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Monachus de Bagnone.
In una sentenza pronunciata il 18 Novembre
dell’anno 1124, dai consoli di Lucca, nella chiesa di
Sant’Alessandro di quella città, circa la vertenza sorta
per il possesso del monte Caprione tra Andrea, Vescovo di Luni
ed i Marchesi Malaspina. Tra le varie persone e fedeli che, in
tale occasione, accompagnarono il Vescovo Andrea a Lucca, è
menzionato nel documento, un “ Monachus de
Bagnone ”. (Probabilmente
inteso come il Monaco del Castello di Bagnone, n.d.a.)
-
Plebem de Bagnone.
In una bolla del Papa Eugenio III, con la quale prende sotto
la sua protezione la Chiesa di Luni, aderendo così alla
supplica umiliatagli dal Vescovo Gotifredo, datata 11 novembre
1149, è noverata tra le altre la “ Plebem de Bagnone ”.
(Plebem = popolo, volgo, n.d.a.)
-
Dominii… de Bagnone.
Il lodo reso nel monastero di Aulla il 12 Maggio 1202 col
quale gli arbitri eletti dal Vescovo Lunense Gualtiero e dai
Marchesi Malaspina composero il dissidio nato fra loro per
l’acquisto da questi ultimi fatto dei possedimenti
lunigianesi dei Marchesi d’Este, rammenta con gli altri
anche i “ Dominii…. De Bagnone ”. (Dominium,
dominii = dominio, possesso, signoria, proprietà, n.d.a.)
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Queste
sono le notizie più antiche di Bagnone. Ebbe probabilmente
tale nome il Castello eretto sull’alto colle, che sorge
sulla sinistra del torrente omonimo, Castello sul torrente
Bagnone, quindi Castello di Bagnone.
Sulla sponda opposta, formata da una aspra scogliera di roccia
arenaria, intorno ad una piccola cappella, nella quale si
venerava una miracolosa immagine di Nostra
Donna, andò in seguito sviluppandosi da
acquistarne il carattere di borgo, una non meglio definita
località: Gutula. Infatti in
un istrumento del 1300 si legge : Datum… in
Burgo Gutulae Bagnoni.
Nel
secolo XIII, tutto il territorio era sottoposto alla Signoria
dei Marchesi Malaspina [V.], per cui tutta la storia di
Bagnone si confonde con quella della famiglia dei Malaspina,
feudatari della maggior parte della Lunigiana.
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RAMO
SPINO SECCO E RAMO SPINO FIORITO
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Nel
1221 venne suddiviso il feudo dei Malaspina in due parti.
Ci
occuperemo solo di Opizzino,
(prima scritto Obizzino), dei
Marchesi Malaspina del
ramo Spino fiorito. [V.
www.bagnonemia.it/i_malaspina.htm]
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I
Discendenti di Opizzino, nel 1275 procedettero ad una nuova
divisione ed al Marchese Alberto,
figlio di Opizzino, fu assegnato il territorio di Filattiera
con tutte le sue dipendenze, tra cui Bagnone. Alla morte del
Marchese Alberto, pur avendo numerosi figli, lasciò in eredità
l’intero feudo al figlio Nicolò
detto Marchesotto, il
quale alla sua morte nel 1339, lasciò numerosi eredi che nel
1351 decisero di spartirsi il retaggio paterno, ridussero il
feudo di Filattiera, creando altri quattro nuovi
feudi :Treschietto, Castiglione,
Malgrate e Bagnone.
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Il
primo feudatario che elesse la sua residenza a Bagnone,
fu il Marchese
Antonio
Malaspina nell’anno
1352.
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Il
feudo di Bagnone comprendeva le frazioni di:
Pastina,
Collesino, Compione, Mochignano e Nezzana.
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Dal
secolo XIV Bagnone é feudo, con un Marchese residente,
quindi é facile pensare che il castello sia stato
ristrutturato in quel periodo per adibilo a residenza, oltre
che a luogo di guarnigione e di caposaldo.
Anche
Gutula aveva raggiunto una certa importanza, ed il borgo era
ormai centro di attività artigianali e commerciali.
Nel
1446 il marchese Giorgio,
durante il suo governo feudale, fece costruire i mulini
azionati ad acqua, con una canalizzazione che partiva da una
diga costruita oltre il ponte dei ladri, sino al centro di
Gutula. Questi mulini sono stati ristrutturati nel 1938 da
Giuseppe Morandi, imprenditore edile, oggi inoperanti,
sono proprietà di privati.
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Il
feudo di Bagnone fu retto dai discendenti del Marchese
Antonio Malaspina, anche se tra alterne vicende politiche,
dato che all’inettitudine dei feudatari si aggiungevano le
diverse guerre di famiglia sobillate dall’esterno sia
dalla Repubblica di Firenze chge dal Ducato di Milano, che
cercavano entrambi di impossessarsi della Val di Magra.
Già
nel 1385 i bagnonesi cercarono di ottenere aiuto dai
fiorentini, pur di sottrarsi al potere feudale dei
Malaspina, ma ottennero solo di passare sotto una specie di
protettorato e di indurre i feudatari ad una accomandigia
con la Repubblica. Le pretese della Repubblica Fiorentina da
un lato e le turbolenze interne dall’altro aumentarono
dopo che Firenze nel 1451, acquistò il vicino marchesato di
Castiglione del Terziere, che fu venduto dai Malaspina e
acquistato dalla Repubblica
Fiorentina.
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LA
FINE DEI MALASPINA
A BAGNONE
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“…l’ultimo
feudatario di Bagnone fu il Marchese Cristiano
Malaspina, primogenito del Marchese Giorgio, uomo
assai stimato dai suoi conterranei.
Il
Marchese Cristiano amareggiato dai tentativi del fratello
Eduardo di usurpargli il potere, dai moti del popolo,
particolarmente da quello di Pastina, di volersi sottrarre
alla sua autorità, a ciò istigato da certo Corrado del
Buono originario di Filattiera, soprannominato Fantauzzo, ed
in fine anche dai segreti maneggi del Granducato di Toscana,
che già aveva ricevuto in accomandigia il feudo di Bagnone
e del quale ora aspirava all’annessione.
Il
Marchese quindi decise
di liberarsi della situazione accennata, divenuta per lui
insostenibile, col vendere il Feudo e le terre dipendenti.
Così, per la vendita cui procedette, in cambio di 8.000
fiorini d’oro, il tutto passò nel 1471
sotto il dominio
di Firenze.”
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Altre
fonti sostengono che il possesso è avvenuto con
l’intervento armato d’occupazione, in quanto il Marchese
tentava di risolvere il contratto di vendita.
Vendita che, in altre versioni, é costata 6.000
fiorini.
Chi
beneficiò di più, in questa circostanza, fu il popolo di
Pastina che ottenne da Firenze molti privilegi per
l’appoggio, la devozione e l’obbedienza mostrata verso
il Comune di Firenze.
Accomandigia:
Patto col quale nel Medioevo, un
Comune o un Signore si mettevano sotto la protezione di un
altro Comune o d’un altro Signore.
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Il
toponimo “Gutula” che
troviamo ancora ricordato nell’anno 1443 dallo scrittore
bagnonese Gio. Antonio Da Faie nella sua “Cronaca” a
proposito della costruzione della Chiesa di Santa Maria,
scomparve definitivamente dal punto di vista legale,
assorbito da Bagnone a
causa della cessione del paese alla signoria dei Medici.
Soltanto
ora Bagnone iniziò ad essere considerato il vero centro
principale della vallata.
Il
feudo di Bagnone, quello
di Castiglione del Terziere e di Corlaga, rimasero a far
parte della Signoria medicea, al Ducato di Firenze e in fine
al Granducato di Toscana fino al 1796, anno in cui fu
inizialmente aggregato alla Repubblica Ligure, ma in seguito
venne incluso da Napoleone nel Dipartimento degli Appennini.
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Il
territorio di Bagnone, comprendeva anche il Feudo
Malaspiniano di Treschietto, con le frazioni di Vico e Iera,
che fu assegnato a Francesco IV, duca di Modena, a sua volta
arciduca austriaco.
Alla
Restaurazione, nel 1844 venne firmato un accordo tra
Firenze, Lucca, Modena e Parma che permetteva, alla morte di
Maria Luigia di Parma di costituire la provincia di
Lunigiana parmense con: Pontremoli (capoluogo), Zeri,
Mulazzo, Villafranca, Bagnone, Filattiera e Treschietto.
Conseguentemente tutto il territorio bagnonese, compreso
quello di Treschietto che da quel momento cessò di formare
Comune in quanto aggregato a quello già esistente di
Bagnone, passò dal dominio Toscano a quello del Ducato di
Parma nel 1847, al quale restò fino al 1859.
Dopo
la seconda guerra di indipendenza, Bagnone ed il suo
territorio, venne incorporato nel nuovo Regno d’Italia
sotto lo scetro di Vittorio Emanuele II.
Dopo
l’Unità d’Italia, Bagnone fu compreso nella Provincia
di Massa-Carrara e raggiunse nel 1894, con l’annessione
della frazione di Orturano, l’attuale estensione di 73,79
Kmq., circa 74.000 ha di superficie.
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Il
Comune di Bagnone con Bagnone
capoluogo (Nezzana, Il Castello, Pagazzana e case sparse),
conta ben altre 16 frazioni: Biglio,
Orturano (Di Sotto o
Chiesa, Di Sopra, Vaggia e Nombria), Canale,
Corlaga (Stazzone,
Agnetta e Leugio), Vico
(Chiesa, Valle, Montale, Canneto e Monteruolo), Treschietto
(Castello, Chiesa, Palestro, Valle e Querceto), Jera
( Sommovalle), Compione,
Collesino (Trefontane,
Castello, Chiesa o Piazzavecchia, Nolano e Casalecchio), Mochignano
(Chiesa, Alta e Tralachiesa), Pastina
(Bicchieraia), Pieve (Groppo,
Groppo e Darbia), Castiglione
del Terziere (S.ma Annunziata, Vallescura e La
Costa), Corvarola
(Croce e La Ghiaia), Gabbiana
(Grecciola, Cassolana, Baratti e Monte Rotta), Lusana
(Busseto, Pregnacca e Il Pradaccio)e numerose
case sparse.
Tra
parentesi sono indicati i rioni o i sobbborgi di ogni
frazione
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I
NOCETI
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Importante
dinastia che ebbe personaggi importanti nella storia
vaticana e di Bagnone [V. www.bagnonemia.it/i_noceti.htm]
Il
castello, dal 1526 é sempre stato di proprietà dei Conti
Noceti. L’ultimo,
il Conte Carlo Noceti
ebbe due figlie Elisa e Maria.
Maria
andò sposa al nobile Ruschi Pavesi di Pisa.
Elisa,
nubile, da tutti chiamata la Contessina ha sempre vissuto a
Bagnone nel Castello, dove morirà dopo la guerra,
negli anni sessanta.
Tutta
la proprietà passa all’unico erede, Lorenzo Ruschi figlio
di Maria, ed alla sua morte ai figli : Francesco, Carlo
e Maria Luisa., che hanno riassunto il titolo nobiliare di
Conti.
La
divisione patrimoniale assegna alla figlia Maria
Luisa il Castello di Bagnone e con il riconoscimento
del titolo nobiliare oggi Bagnone è onorato di
ritrovare la :
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Contessa
N.D.
Maria Luisa Noceti Ruschi in Fontana.
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L’elegante
Bagnone, la Regina della Lunigiana,
non sarebbe tale se non fosse sormontata da quella
prestigiosa corona che è il millenario Castello, e che a
sua volta riluce tra il verde cupo dei boschi di castagni,
ghirlandato dalle fantastiche cime della catena montuosa
dell’Appennino Settentrionale, meglio identificato come
l’Appennino tosco-emiliano.
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| ITINERARI |
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Come
arrivare:
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Autostrada A15 uscita Aulla, oppure Pontremoli. Da Aulla, seguendo la
SS62 della Cisa direzione nord; Da Pontremoli, seguendo la
SS62 della Cisa direzione sud, a Villafranca L. seguire le
indicazioni per Bagnaone.
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In treno stazione di Villafranca-Bagnone, quindi servizi
pubblici per Bagnone, localizzato a 4,5 km nord.
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