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Aggiornato il   01-12-2005

a cura di RUGgGIO

.Premessa.

Nella ricerca storica delle Personalità che hanno avuto i natali o che hanno vissuto a Bagnone, non mi é stato difficile documentare sul Prof. Lanfranco Bellegotti, perché Luigi Armando Antiga, nel suo "Studi e ricerche sull'alta Lunigiana" a pagina 267, ha esposto egregiamente dell'Illustre Giurtista, per cui io, non faccio che trascrivere quanto detto dal più esperto ricercatore.


Bagnone 20 Aprile 2004

RUGgGIO   

Lanfranco BELLEGOTTI

a2 Febbraio1856 - + Aprile 1954

  Laureato in Giurisprudenza nella Università di Pisa, esercitò nella sua vita che giunse quasi a toccare il secolo, la professione di Avvocato non solo con rara preparazione, ma

 anche con senso di alta dignità e delicata responsabilità.

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Villa degli Orti

L'amore allo studio, appreso sui banchi della scuola, non l'abbandonò per tutta la vita, come attestano le sue numerose pubblicazioni di carattere giuridico e letterario. 

Le cariche di grande impegno e fiducia,  che egli raggiunse, lo imposero alla stima di amici, colleghi e superiori.

Animato da una grande passione per lo studio del Diritto Internazionale, esordì in tale 

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Retro della  villa

disciplina con il presentare in veste italiana il libro:"Dell'origine e progresso del Diritto Internazionale quale é stabilito dall'uso generale e dei Trattati dei tempi più antichi sino al Trattato di Utrecht", dell'inglese Giovanni Hosack.

Mancando la letteratura del diritto internazionale di un libro, che contenesse l'esposizione elementare dei principi di diritto penale internazionale, e di quelli relativi alle procedure che allo stesso si riferiscono, licenziò alle stampe, nel 1889, il volume:

- "Nozioni Elementari del Diritto Penale Internazionale e delle procedure ad esso attinenti"

seguirono:

- "Il Concerto Europeo e la questione armena";

- "Le successioni secondo il Diritto Internazionale Privato Italiano";

- "Principio fondamentale del Diritto Bellico Moderno".

Per tale notevole attività nel 1904 fu abilitato per titoli alla libera docenza in Diritto Internazionale nella Università di Pisa e fu per vari anni, prima della Grande Guerra, presidente dell'Ordine dei Liberi Docenti presso la stessa.

Dal 1913 al 1920 fu incaricato dal Ministero della Marina dell'insegnamento del D. I. Marittimo e di altre materie giuridiche nell' "Accademia Navale" di Livorno, sempre ligio a quei principi di libertà e di indipendenza dei popoli che avevano ispirato il nostro Risorgimento.

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Chiamato più volte dal Ministro della Pubblica Istruzione a far parte di Commissioni esaminatrici per la Libera Docenza in Diritto Internazionale, fu anche membro, in qualità di Professore, dell' "Università Internazionale" fondata a Bruxelles nel 1920.  Ebbe un grande affetto, mai venuto meno fino alla morte, per il dantesco Castello di Mulazzo e viva passione per la storia dei Malaspina.

Lo ricordo candidissimo, ma sempre vegeto, alla veneranda età di 96 anni, presente al 1º Congresso Nazionale dei Librai nell'Agosto 1952.

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La residenza Bellegotti nel Borgo di Bagnone

Il borgo di Bagnone in un dipinto di Antonio Ghironi

Era riuscito ad eludere la sorveglianza vigile ed attenta delle amorevolissime figlie per portarsi lassù a Mulazzo, dove nel 1925, fu promotore del pellegrinaggio scolaresco della gioventù dell'Alta e Media Lunigiana al Castello che, secondo una tradizione locale, nel 1306 avrebbe ospitato Dante. 

Alla presenza della numerosa gioventù accorsavi tenne una conferenza sulla tradizione dantesca popolare secondo la quale l'Alighieri ebbe "liete ed oneste accoglienze" dal Marchese Franceschino Malaspina, caro agli esuli e ai vati, signore di quel feudo, che era già stato il capoluogo del ramo dei Malaspina dello Spino secco, e non solo capoluogo del feudo di Franceschino, ma, in origine, capoluogo di tutto il ramo dello Spino secco (divisioni del 1221) del quale fu capostipite Corrado l'antico. [Vedi "Gurguglione"- I Malaspina.]

Ancora nel 1931 fu promotore del grande pellegrinaggio a Mulazzo per la propaganda della Società Nazionale Dante Alighieri, al quale pellegrinaggio parteciparono il Senatore Celesia, presidente della "Dante" e tutte le Autorità della Provincia.

 A Mulazzo ed a Villafranca, sorsero, per opera sua, comitati della "Dante Alighieri".

 Ma se Mulazzo fu la meta prediletta dei pellegrinaggi scolastici che Egli volle ed organizzò, pure negli altri paesi della Lunigiana, dove più viva e sentita é la tradizione dantesca, Egli cercò di richiamare la gioventù studiosa: a Castelnuovo Magra con conferenza sul contrasto bisecolare tra i Vescovi di Luni e i Marchesi Malaspina, contrasto talvolta sanguinoso concluso con il trattato di pace stipulato il 6 Ottobre 1306 fra il Vescovo di Luni Antonio de Camilla ed i Marchese Malaspina rappresentati dall'Alighieri, loro procuratore; a Fosdinovo sopra Sarzana, dove dissertò sull'origine, sviluppo ed estinzione di quell'importantissimo feudo e sui personaggi dei Marchesi Malaspina, che lo illustrarono.

Come, per ricordare i lunigianesi scomparsi più di recente, il Ferrari ed il Cavalieri, Egli, negli anni della piena maturità, ritiratosi quasi del tutto dall'insegnamento e lasciato l'esercizio attivo della professione, si dedicò, nel meritato riposo, interamente alla storia lunigianese, cercando, con l'ausilio di nuovi documenti e monumenti, di illustrare e di chiarire importanti momenti della storia della Lunigiana feudale ed anche preistorica.

Era il ritorno del figlio alla materna sua terra.

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Quando nel 1908 e 1909, Ubaldo Mazzini scoprì e illustrò  una serie di monumenti arcaici riconosciuti come statue-menhir, attirando su di essi l'attenzione dei più illustri paletnologi d'Europa, da lui rinvenute un po' dovunque in Val di Magra ed 

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in Lunigiana, il Bellegotti si tenne al corrente dei rinvenimenti e degli studi su questi misteriosi monumenti della fine dell'età del bronzo e dei primi del ferro, ed avuta notizia di due importanti rinvenimenti nella selva di Filetto, accorse 

prontamente per vigilarne il lavoro di riesumazione e per fare oggetto di due studi pubblicati negli Atti e Memorie dell' "Accademia Cappellini" della Spezia. (Link: statuestele )

E dobbiamo proprio al Bellegotti se due importanti esemplari sono, con molti altri, nel "Museo Civico" della Spezia, formando una racolta di eccezionale importanza e unica in Italia.

Egli che nacque il 2 Febbraio 1856, prima che l'Italia si costituisse in Nazione, senti, negli anni della sua giovinezza, tutta la passione di quei tempi di patria agitazione, diretta ad affrancare la nostra terra da ogni oppessione straniera, ed a trasfondere e mantenere vivo nella nostra gioventù il ricordo di quei giorni.

E questa passione ebbe per tutta la vita.

Non lasciò passare, negli anni dopo la Vittoria, la data del 4 Novembre, senza rivolgere nobili ed elevate parole alla sezione Mutilati e Combattenti del Comune di Bagnone per rivivere spiritualmente e far rivivere gli anni dell'epica grandezza del popolo italiano tutto proteso nell'immane lotta che portò a Vittorio Veneto.

Già ottantenne, nelle sue indagini storiche circa gli avvenimenti del 1848 e particolarmente riguardo al Battaglione degli Universitari di Pisa e di Siena, ritornando sulle memorie di quel tempo, riesumò la protesta che gli scolari delle due Università elevarono al Governo Granducale da Reggio il 22 Aprile 1848, quando essi, marciando verso il teatro della guerra, vennero dal competente Ministero richiamati a tornare alla calma degli studi, mentre si combatteva la prima guerra dell'Indipendenza italiana.

Questa protesta, che porta la firma dei deputati Vincenzo Passerini, Lorenzo Fabbrucci, Cesare Barli, é un documento importantissimo, e nelle commemorazioni che fece il 18 e 19 Maggio 1935 a Curtatone e Montanara, dove per sua proposta i dopolavoristi dell'Alta Lunigiana, compirono un patriottico pellegrinaggio, rievocò dinnanzi all'ara dei caduti quella nobile protesta, testimonianza del patriottismo dei giovani studenti e dei professori universitari di quegli anni lontani.

Ma la sua attività non si esaurì soltanto nel vasto campo giuridico e storico, ma si esplicò in numerose iniziative di carattere filantropico e basti per tutte ricordare, siamo nel 1909, l'ideazione e fondazione della Società del Pubblico Soccorso in Comune di Bagnone da lui poi dotata di uno splendido fabbricato con sede sociale, e fornito di un ambulatorio medico-chirurgico, di un'infermeria con il debito corredo, e di un deposito per il materiale di soccorso.

Ora il Professore Lanfranco Bellegotti non è più, dorme nel cimitero della sua Bagnone il suo sonno di stanco lavoratore, pago della feconda e lunga fatica compiuta.

Estratto da: "Studi e ricerche sull'Alta Lunigiana" - di Luigi Armando Antiga;

a cura dell'Associazzione Culturale Pontremolese. Pontremoli, Tipografia Artigianelli - 1977

PERSONALITÀ  DI  BAGNONE

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