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Aggiornato il  05-04-2007

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La piazzetta, agli inizi del 1900, prima della costruzione della Chiesa di Santa Maria.

Da notare la mancanza della fontana del mascherone che é stata edificata nel 1934.

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La fontana

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La mola

 

 

UN MESTIERE

 

A Bagnone l'arrotino arrivava sempre puntuale tutti i Lunedì mattina, giorno di mercato, e si metteva sempre nella piazzetta, di via Nicolò Quartieri, di fianco alle scale per Santa Maria, a lato della "fontana del mascherone". Aveva scelto quell'angolino del Paese per due ragioni: la prima per la praticità nell'attingere continuamente l'acqua, necessaria alla molatura;  la seconda per poter scaricare facilmente nella chiavica comunale lo  spreco d'acqua della mola senza inzaccherare troppo le vie del borgo. In quell'angolo del paese c'era anche un bar dove di tanto in tanto entrava o era invitato da qualc'uno a tracannare, a qualsiasi ora del giorno, un bicchiere di quel buono.

 "Al moleta", un uomo assai alto di statura, magro e slampanato, veniva da Virgoletta e percorreva cinque chilometri ogni volta, trainandosi appresso il suo strano macchinario, che un tempo era di legno ma che, alleggerì poi, applicando la mola ad una più comoda e robusta bicicletta nera, munita di portapacchi e con le ruote a balloncino; più tardi, in vecchiaia, riuscirà persino a motorizzarla, aggiungengo un motorino "mosquito". 

Come arrivava in paese, faceva il giro dei due macellai a raccogliere i coltelli e le mannaie da arrotare, poi  installato il machinario si accingeva, azionando la pedana, ad affilare sulla mola silicea, i coltelli e quanto i clienti gli  affidavano, oltre agli atrezzi che gli  portavano via via i contadini che scendevano al mercato: falci, falcetti, forbici per la potatura, ecc. ecc.

Pedala, pedala, pedala sino a sera, piuttosto taciturno, ogni tanto al suono di un motivetto fischiettato cadenzava il ritmo della sua pedalata; alternava una fumatina di una cicca di toscanello, e levare la testa solo per rivolgere lo sguardo a salutare un passante. Aveva trascorso tutta la sua vita così, era il suo mestiere, ha vissuto così ed ha allevato l'intera sua famiglia. 

Agli inizi, terminato il lavoro, tolte le cinghie di trasmisione e la lattina dell'acqua, rivoltata la macchina sulla ruota grande come fosse una carriola, zaino a spalla, di buona lena riprendeva la via del ritorno. Ultimamente, il ritorno lo faceva seduto sulla bicicletta.  Doveva ripercorrere il tragitto fatto alla mattina per rincasare, prima di aver terminato la sua lunga giornata.

 

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L'arrotino all'opera

 

Pubblicato il 10 Dicembre 2002

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